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Meditazione attiva: realizza un altare per le tue intenzioni sacre.

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Meditazione attiva: allestire un altare è un modo per ricollegarsi con il proprio Sè Superiore.

Questo post è rivolto a chi muove i primi passi nello sciamanesimo, e desidera comprendere meglio a cosa serve e come si realizza un “altare”.

Siamo abituati all’idea dell’altare come rappresentazione religiosa, perchè così lo abbiamo sempre visto. Ma se facciamo un passo al di là delle convenzioni, scopriamo una dimensione inaspettata.

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La Ruota di Medicina: una guida interiore per la crescita

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Crescere ed evolvere concretamente nel mondo moderno, grazie alla Ruota di Medicina sciamanica

 

Cosa significa “crescere concretamente”?

Dalle conoscenze antiche possiamo attingere validi insegnamenti per ritrovare l’equilibrio nella vita di oggi.

 

La Ruota di Medicina

 

Nelle antiche comunità venivano creati cerchi di pietre, disposti in modo particolare rispetto ai punti cardinali. In queste aree la comunità si riuniva in occasione di: preghiere, celebrazioni, guarigioni, riunioni collettive, insegnamenti spirituali…. Si trattava delle Ruote di Medicina, cerchi sacri.
Nel corso delle conquiste molti cerchi sono stati distrutti, ma alcuni tra quelli originali sopravvivono ancora, a testimonianza del passato e dei valori tramandati.

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Conflitti interiori: togli la maschera

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Conflitti interiori: sotto il velo si nasconde (sempre ) la verità

 

Se ripercorri la tua vita a ritroso, molto probabilmente incontri dei momenti in cui ti è parso di perderti, di non riuscire ad uscire da un loop di soluzioni opposte, nessuna del tutto sbagliata ma nessuna veramente giusta. Hai vissuto un rimbalzo tra due aspetti opposti tra i quali non sapevi o non potevi scegliere.

Nella vita incontri ogni giorno problemi da risolvere. Per fortuna si tratta quasi sempre di questioni di lieve entità, gestibili con pochi accorgimenti.
Ma a volte si presenta un avvenimento, una questione o una scelta, che riveste un’importanza notevole. Senti che questa decisione potrebbe cambiare il corso degli eventi, oppure la percezione che hai di te stesso, o un rapporto importante, ecc.

Cominci a pensare, ripensare, rimuginare, valutare i pro e i contro una miriade di volte. Analizzi il problema, cerchi di individuare una soluzione, poi l’altra, poi un’altra ancora.
Ognuna, al tuo sguardo, presenta dei difetti. Nessuna sembra essere quella “veramente giusta”.

Alla fine non puoi più farne a meno e scegli una delle possibilità che molto probabilmente non è così “risolutiva”, sei consapevole si tratti di  ripiego, ma almeno ti toglie dal rimbalzo continuo tra gli opposti.
Ti aspetti di sentirti meglio: in fondo hai preso una decisione, la pace del vincitore ti spetta di diritto.
Invece non è così: riprendi a rimuginare, mettendo in discussione la decisione presa, e chiedendoti se forse non sarebbe stato meglio optare per l’altra soluzione. Sarebbe stata sicuramente più saggia, più pratica, meno costosa in termini di denaro oppure di energia personale, ecc.
Il tuo stato d’animo è uguale a prima, anzi probabilmente hai anche l’impressione che qualsiasi cosa tu possa fare ora sia sbagliata a priori.

Ti sei mai trovato in una circostanza simile? Immagino di sì: capita a tutti prima o poi.
Si chiama appunto “conflitto interiore”.


Quando un cliente viene nel mio studio per una seduta e mi espone questo genere di vissuto o di sensazioni, molto spesso riferisce anche di sentirsi in ansia, di non riuscire a dormire, di faticare a concentrarsi, di sentirsi in colpa per la decisione presa, ecc.

Da floriterapeuta penso immediatamente all’associazione tra i Fiori di Bach Scleranthus (indecisione tra infinite possibilità), Honeysuckle (eccessivo attaccamento al passato), White Chestnut (loop di pensieri) ed altro ancora, ma occupandomi anche di crescita personale non posso fermarmi qui.

La parte importante del percorso è individuare gli strumenti pratici grazie ai quali uscire dalla situazione “incastrata” in cui l’individuo crede di trovarsi.
Come base occorre sviluppare la comprensione che il CONFLITTO INTERIORE ed il PROBLEMA sono due cose diverse.
Qualcuno, nel momento in cui chiedo di descrivermi il problema che sente di avere, inizia a delineare i vari aspetti del conflitto che percepisce a livello emotivo. Questo denota che i due elementi non sono chiari.

Quando ti trovi di fronte ad una situazione oggettiva che richiede una soluzione, quello è il problema. Il problema è esterno a te: ambiente, persone, avvenimenti… si tratta di un esercizio che la vita ti assegna, una specie di “compito” da assolvere.  E’ una questione basata sulla pratica: osservazione, valutazione, risposta. Non ha componenti emotive, e soprattutto richiede un’azione fisica.

Il conflitto interiore, invece, si muove esclusivamente nel mondo delle emozioni. A volte nasce perchè la soluzione che hai scelto per rispondere al problema, non è in linea con i tuoi reali desideri.


Sono due mondi diversi, parlano lingue diverse. Questo insegna che:

> non puoi risolvere un problema attraverso il conflitto interiore;
> non puoi risolvere un conflitto interiore tramite azioni oggettive.

Quando vivi un conflitto interiore, per prima cosa chiediti: qual è il problema?
E subito dopo: questo problema è reale, oggettivo, o è solo una proiezione delle mie paure?
Questo problema può essere risolto attraverso un’azione pratica?

Se il problema non può essere risolto nel mondo reale, allora si tratta di un conflitto interiore.
Ciò che devi fare è chiedere a te stesso perchè quella determinata situazione ti crea delle difficoltà.

Occorre molta schiettezza per ammettere con se stessi la verità:

> Perchè quel conflitto mi assilla?
> In quale modo si scontra con i miei reali desideri?
> Cos’é che “stride” al punto da farmi stare male?

Nel corso delle sedute, ovviamente, approfondisco l’indagine fino a “smontare” la struttura del loop, liberando l’energia vitale che si trova intrappolata sotto forma di ansia e pensieri vorticosi.
Tuttavia, iniziare da queste tre semplici domande è il primo passo da compiere.
Buon lavoro!

 

 

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A presto! La Ruota di Medicina

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Terzo Chakra – Plesso solare: a quale gruppo di persone appartieni?

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TERZO CHAKRA / PLESSO SOLARE: LA TUA STRUTTURA DI BASE E’ DETERMINANTE NEL CREARE LA REALTA’.

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Nelle discipline energetiche il plesso solare ( o terzo chakra, ovvero l’area situata in corrispondenza della bocca dello stomaco), è deputato a soddisfare la digestione emotiva e fisica, nonché l’elaborazione delle “reazioni” agli input esterni.

Ma esiste un particolare che divide le persone in due ulteriori grandi gruppi, in cui il flusso energetico del plesso si presenta in modo differente, dando origine a diverse esperienze e visioni della vita.

Ci sono persone che possiedono un plesso solare delimitato, con una forma stabile, ed altre che hanno un plesso solare non-delimitato.
A seconda del gruppo a cui appartieni, questo aspetto influenza la tua vita e le tue decisioni.

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Il gruppo munito di un plesso solare ben delimitato

Questi individui hanno un personalità tendenzialmente stabile e definita. I confini del loro centro di energia sono nitidi.

A livello di identità presentano alcuni caratteri comuni:

> sanno quello che vogliono (o sono convinti di saperlo);
> sono poco condizionabili;
> interagiscono con gli altri in modo semplice;
> sono consapevoli dei loro desideri ed agiscono per realizzarli;
> difficilmente patiscono la folla, anzi a volte si divertono di più in gruppo;
> sanno difendersi con prontezza;
> non percepiscono su di sè il malessere degli altri ed il loro stato emotivo;
> hanno un carattere stabile;

> ecc.

Questo fa sì che il loro umore sia duraturo (sia in positivo sia in negativo), in quanto dipende esclusivamente da loro, dai loro pensieri e da ciò che pensano in prima persona.
Alcuni di loro si arrabbiano spesso, ma si tratta di un’affermazione del proprio spazio: una volta ristabilito il “confine” torna il sereno.

Sono persone munite di una buona capacità nel modellare la realtà esterna in base ai propri bisogni, quindi se stabiliscono degli obiettivi e li coltivano, hanno ottime probabilità di realizzarsi ed avere successo.

 

Terzo chakra

Vampiro energetico: se ti “aggancia” il problema sei tu. clicca sulla foto e leggi il post

A seconda del carattere, questa capacità può essere applicata anche sulle persone. Quando non è presente una forte etica di fondo, infatti, la potenza manipolativa unita alla personalità decisa ed affermata può trasformars

i (in modo consapevole oppure no),  in un mezzo per assoggettare gli altri, condizionarli, creare dipendenze mentali o affettive, al fine di soddisfare le proprie necessità o il proprio ego.

Utilizzato in senso positivo, invece, questo aspetto può rappresentare un mezzo per portare nel mondo il seme dell’equilibrio verso la crescita e l’evoluzione.

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Equilibrio emotivo e stabilità nella tua vita: ecco come ritrovarli

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Ho scritto “come ritrovare” equilibrio emotivo e stabilità nella propria vita, e non “come trovare”, perchè quando veniamo al mondo siamo “esseri incontaminati”, ciò che succede dopo è come le forze e le energie vengono distribuite nella nostra vita, inclusi vizi, difetti e virtù.

Ma quando il bambino diventa uomo, è giusto che miri alla ricerca della giusta distanza fra sè e la vita per trovare la propria stabilità.

Nelle arti giapponesi c’è un termine: MA. E’ un concetto riferito alla giusta distanza, che spesso ricorre nelle arti marziali. Tuttavia le sue implicazioni sono assai più ampie e profonde.

“Ma” indica, in un’ottica tutta orientale, la “giusta posizione”, ed in modo ancora più allargato tutta la realtà, dove ogni cosa si trova nel posto perfetto per quell’istante di vita.

Ciò equivale a dire che dovunque noi siamo, ci troviamo esattamente dove dovremmo o dobbiamo essere.

Cosa c’è di più simile al concetto del QUI E ORA?

In questo articolo leggerai come recuperare, in un solo passo ed IN POCHI MINUTI, il tuo “qui e ora”.

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Superare gli autosabotaggi

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Pensi anche tu di perderti spesso il meglio della vita a causa di blocchi e barriere (soprattutto sensi di colpa) che sono un freno negativo alla quotidianità?

E se ti dicessi che bastano SOLO 2 ORE per superare quelli che ora consideri ostacoli?

Ogni problema che viviamo, molto spesso nasce da una questione cruciale, alla quale via via si agganciano tutte le altre nel corso della vita: esperienze, delusioni, conferme, opinioni, ecc.

Quindi, individuare e risolvere il nodo centrale del problema scatena un “effetto domino”, ovvero funziona come una piccola tesserina del domino, che una volta caduta ne abbatte molte altre sempre più grosse.

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I miei ex sensi di colpa: autoanalisi senza veli

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I sensi di colpa hanno ostacolato la mia vita per molto tempo, soffocando tutte, o quasi, le opportunità ed i relativi risultati; ma hanno anche “manomesso” alcune delle mie più sincere aspettative. I sensi di colpa inibiscono la tranquillità della persona, provocano ansia, annullano l’autostima, ed è davvero un problema quello di evitare di ripetere gli errori (gli stessi errori); come dire… sono “recidivi”.

Penso di esserci nata con i sensi di colpa, facevano parte del pacchetto in dotazione, insieme al DNA. Non ricordo nemmeno un giorno libero dalla mia “vocina mentale” irritante, che mi accusava sempre ed incessantemente di qualcosa.Per buona parte della mia vita, ogni decisione che prendevo era in funzione dei miei sensi di colpa.

 

Ad esempio nel fare le cose, nelle soddisfazioni raggiunte, nei progetti e nei vari aspetti della quotidianità concernenti sia l’ambito lavorativo che quello delle relazioni interpersonali.Ogni qualvolta nella mia testa provava a farsi strada una nuova idea, puntualmente la autodistruggevo, come se ciò fosse “giustificato” dal riuscire a realizzarla.
Stesso discorso per ogni successo, da me subito archiviato.

 

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