Spunti di autocoltivazione interiore secondo i principi taoisti

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Quando si parla di autocoltivazione interiore, l’attenzione va subito all’aspetto prettamente spirituale: pensiamo alla meditazione, alla preghiera, alle pratiche mistiche… Tuttavia, considerando che i taoisti erano esperti di tecniche sul benessere, in realtà l’auto-coltivazione parte, prima di tutto, da un fondamento molto pratico: lo stile di vita.

Che cos’è lo stile di vita secondo la visione orientale (e non solo)? I punti chiave della produzione di qi vitale sono il cibo (quindi l’alimentazione) ed il respiro. Di conseguenza, per “correggere” lo stile di vita e praticare l’autocoltivazione è fondamentale rivolgersi a questi due aspetti, prima che a tutto il resto.

L’arte di coltivare la vita (anticamente chiamata Yang Sheng) è un sistema di auto-cura rivolto a tutti gli aspetti dell’esistenza, che è rilevante oggi per la condizione umana, esattamente come quando fu sviluppato in Cina (parliamo di tremila anni fa). Chiunque intraprenda questo percorso per accoglierlo nel proprio vivere quotidiano, applicando i principi del benessere, può apprezzare i miglioramenti che si manifestano in tempi rapidi.

Autocoltivazione ed ambiente esterno

Tutti noi viviamo in un mondo denso di veleni. Le radiazioni, l’acqua spesso contaminata dai metalli pesanti, il cibo che risente delle sostanze tossiche diffuse nell’atmosfera, i rumori di fondo, l’inquinamento elettrico dagli elettrodomestici… insomma le nostre cellule sono sotto attacco 24 ore su 24.

Il modo per risentire il meno possibile di questa forma di intossicazione continua è prendersi seriamente cura di se stessi attraverso l’atto di curare la vita, cioè l’autocoltivazione. Che cosa si intende, quindi per auto-coltivazione in generale, ed in particolare che cosa si intende per autocoltivazione interiore?

 

 

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L’equilibrio del respiro è il perno dell’equilibrio corpo-mente-spirito

 

 

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La risposta interna al mondo esterno

Il motivo principale per il quale il nostro corpo si ammala è l’intossicazione. L’addensamento di tossine e di scorie acide altera i meccanismi fisiologici fino a renderli malfunzionanti in modo cronicizzato, determinando così il peggioramento dell’equilibrio interno, sia a livello fisiologico sia a livello emotivo.

Esatto, non sono solo le emozioni a destabilizzare la fisiologia, ma anche il contrario.

Il nostro sistema nervoso autonomo (cioè la parte involontaria), in particolare, funziona attraverso due diversi rami:

  • simpatico (modalità di azione): si attiva con una stimolazione esterna veloce, intensa, oppure in seguito allo sforzo fisico, ecc. Questa modalità di lavoro consuma velocemente il qi vitale, ma senza ricostruirlo;
  • parasimpatico (che lavora mentre siamo in stato di riposo), il quale gestisce la funzione immunitaria, ricarica le batterie vitali, ripulisce il corpo dalle tossine.

Inutile dirlo… la vita moderna induce il corpo e la mente a rimanere in stato “simpatico” (conosciuto anche come “attacco o fuga”), infatti molti soffrono di iperattività, di insonnia, di ansia, ecc.

Questo vuol dire che, oltre a consumare il qi vitale a grande velocità (con il rischio di esaurirlo e di passare a ridurre le scorte di jing ancestrale), il corpo non ha a disposizione il tempo e le condizioni necessarie per ricaricare il qi vitale e detossificare le cellule ed i tessuti, quindi entra in stato di “stress”. Risultato: la cosiddetta “acidosi sistemica”, che si trasforma in sindrome metabolica, ecc.

Perché praticare l’autocoltivazione interiore?

Se il corpo raggiunge lo stato di acidosi, i primi accorgimenti da adottare sono relativi all’alimentazione (che deve diventare più alcalina ed alcalinizzante), ed ovviamente allo stile di vita.

 

(Video della durata di circa 1 ora)

 

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In particolare, l’ossigeno è un alcalinizzante e detossificante naturale: questo ci fa capire che la vita condotta in stato di ansia perenne (in cui il respiro è confinato nella parte più alta dei polmoni), ci priva di un elemento fondamentale per l’equilibrio interno.

Quindi la prima forma di autocoltivazione interiore , cioè di bilanciamento fra mente e spirito, è collegata alle pratiche di respirazione taoiste: le discipline che promuovono la respirazione diaframmatica, infatti, contribuiscono a migliorare l’ossigenazione, riducendo contemporaneamente l’ansia e l’iperattività mentale.

Le tecniche di autocoltivazione interiore

Seguire un percorso di consapevolezza corporea è alla base della piramide del benessere che possiamo costruire da soli.

Prendersi del tempo per respirare e fare esercizi che sciolgono le tensioni muscolari e mentali, ha un ruolo importante all’interno di un processo di autocoltivazione. L’equilibrio con se stessi, infatti, si può soltanto raggiungere rallentando e lasciando al corpo il tempo per rigenerarsi.

La fonte della guarigione interna è prima di tutto l’energia yin: se viene a mancare, la vita stessa si consuma in un attimo. Ma yin significa tranquillità, spazio, silenzio, lentezza.

Fin quando continuiamo a correre tutto il giorno “in apnea”, la fame aumenta determinando la richiesta di zuccheri, la mente è in ansia e non trova soluzioni ai problemi, poi la sera diventa difficile ridurre il ritmo abbastanza velocemente da potersi addormentare ed avere un sonno realmente riposante.

Inspiro, espiro: esercizio pratico

Se provi a seguire un percorso sotto la guida di un consulente che sia esperto di arti orientali è sicuramente meglio al fine di ottenere dei risultati. Ma… se in questo momento non hai ancora maturato questa decisione (perché magari corri ancora troppo e questo ti rende irrequieto), comincia almeno con un semplice esercizio di respirazione base, che ti sarà di aiuto per rallentare il ritmo e cominciare a “rientrare nel tuo corpo”.

PRATICA:

  • siediti su una sedia, senza appoggiarti allo schienale. Rimani con la schiena diritta e guarda in avanti.
  • Appoggia le mani sull’addome.
  • Mentre inspiri pensa alla parola “inspiro”, come se fosse un soffio che entra nel tuo corpo attraverso l’aria. Nel frattempo espandi bene l’addome, come se respirassi dall’ombelico.
  • Poi espira molto lentamente dalla bocca pensando alla parola “espiro”, rilasciando l’addome e rilassando bene le spalle.
  • Ripeti tante volte, fin quando riesci.
  • Al termine rimani per un minuto circa nella stessa posizione, portando l’attenzione alle sensazioni del corpo.

Questo esercizio può essere eseguito la mattina, durante la giornata per una pausa di rilassamento mentale, e la sera per prepararsi al sonno. Ovviamente prima che il corpo registri il messaggio ci vuole del tempo, non agisce velocemente come un’aspirina. Ma con un po’ di costanza i risultati ci saranno.

Questo è un semplice esercizio di autocoltivazione, per il benessere interno ed esterno.

Parleremo ancora di autocoltivazione, nel frattempo buona pratica!

 


Il presente articolo non intende fornire elementi che sostituiscono il parere e l’operato dei Medici