Massaggio di Iside (corso in aula) 22 novembre

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 Corso di formazione professionale nel

MASSAGGIO DI ISIDE®

Il trattamento speciale riservato alle donne

Formazione in aula, mercoledì 22 novembre 2017

dalle 10 alle 17

Pre-requisiti: si richiede conoscenza pratica del massaggio base

 

 

Io sono la dea Iside, e sono la signora delle parole di potere. Iside, la dea e la grande maga a capo degli dei. L’Universo è stato soddisfatto con le parole della dea Iside. La grande signora, la Dea-madre, dispensatrice di vita … la divina, l’unica, la più grande degli dei e dee.(…) Signora del cielo, dispensatrice di luce del cielo … regina della terra, la più potente, signora di calore e del fuoco, Dea-madre … signora della vita, signora delle colture verdi, signora del pane, signora dell’abbondanza, signora di gioia e letizia, signora dell’amore, fattrice di re, bella dea, signora delle parole di potere …

Il metodo creato da una donna, per le donne.

 
L’attuale momento storico ci richiama verso il recupero dell’energia femminile dimenticata, verso il ritorno al nostro sentire, all’intuizione, alla saggezza. Per questo viene eseguito con i cristalli sacri ad Iside, che rappresentano la creatività, l’equilibrio, la saggezza. 

 

CORSO TEORICO-PRATICO CON ATTESTATO.

Sede: Libera Università Popolare Due Cieli ASDPS – Via Plava 37 – 10093 Collegno  To

Zona comoda per: metropolitana, mezzi pubblici, stazione treno, parcheggio, albergo.

 

Contattami per iscriverti

 

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Reni e Medicina Cinese: una respirazione energizzante – La Ruota di Medicina

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Nell’antica Medicina Cinese i Reni sono gli organi chiave dell’elemento ACQUA. Acqua significa essenza, potenzialità, freddo, discesa verso il profondo.

Ma c’è un altro aspetto fondamentale: l’acqua è l’energia ancestrale che abbiamo ricevuto dall nostro albero genealogico, ovvero il DNA, la forza ereditata dal passato e dagli avi. Questa scintilla vitale viene conservata nel rene sotto forma di energie sottili, l’organo ne è il custode.

L’emozione connessa con il rene è la paura. In particolare riferita alla “paura esistenziale“, quella istintiva, collegata alla sopravvivenza. Ovviamente al giorno d’oggi non ci troviamo più in pericolo di vita nella stessa maniera dei nostri antenati, che potevano morire di fame, di peste o per l’attacco di una tribù vicina.

Tuttavia i meccanismi registrati e messi in atto sono gli stessi. Oggi la nostra paura di morire si dirige prevalentemente verso il lavoro (denaro), che è la fonte del sostentamento, poichè la nostra realtà ci rimanda una forte ansia a questo livello.

Qualcuno si sente minacciato dalle persone diverse da lui, dagli stranieri, da certi animali… non importa quanto questa paura viene controllata, o quanto prende il sopravvento: tutti ne provano una qualsiasi, anche chi la nega.

 

Ansia ed attacchi di panico: il rene

Le forme espressive più presenti ai giorni nostri sono le varie forme di ansia, che possono talvolta sfociare in veri e propri attacchi di panico oppure fobie.

In questi casi l’energia del rene viene rapidamente prosciugata, lasciando la persona spossata, scarica, senza energia. Ma anche nei casi in cui le manifestazioni sono più lievi e serpeggianti, senza picchi vistosi, la paura contribuisce a consumare, o meglio a far letteralmente evaporare, l’energia vitale dell’individuo.

Il modo migliore per “curare” l’energia del rene è condurre una vita rilassata e tranquilla. Considerato il fatto che oggi come oggi è assai complicato da realizzare, ecco un esercizio semplice ma molto efficace, per “ricaricare” il rene come una batteria.

Questo non significa che non abbiamo la necessità di rallentare il ritmo… anzi. Tuttavia funziona molto bene come “rimedio di emergenza” per i momenti di maggiore stress, o quando ti senti sotto pressione.

 

La respirazione renale

> Siediti sulla punta di una sedia, con le gambe rilassate e divaricate (non troppo, devi stare comodo). Mantieni la schiena ben eretta.

> Appoggia le mani sui reni (ti aiuta nell’esercizio), ma se questa posizione è scomoda appoggiale sulle gambe.

 

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> Chiudi gli occhi, immagina di poter vedere i reni dentro il tuo corpo, ed inizia a respirare.

> Inspira lentamente con il naso, contando fino a 3, poi espira lentamente con la bocca contando fino a 6.
Mentre inspiri immagina di inalare energia: aria fluida come un liquido, pulita e luminosa come una giornata limpida nella Natura. Immagina di dirigere questo fluido nei reni.
Mentre espiri, immagina di buttare fuori l’energia scura, sotto forma di macchie nere, che esce dai reni e viene eliminata dal corpo.

Bastano pochi minuti di questa respirazione, per cambiare la percezione di te stesso dall’interno.

 

Questa pratica ti aiuta in quei momenti in cui devi affrontare un problema, una riunione faticosa, un conflitto, un colloquio di lavoro o qualsiasi altra situazione che genera in te dell’ansia. Ti fa sentire più centrato e forte;  ti sorregge per mantenere un atteggiamento positivo e costruttivo;  ti protegge dal subire la tensione dell’ambiente circostante.

 

#iltuobenessereolistico

 

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Come aumentare l’autostima e realizzarsi : cambia qui e ora

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Pensi di dover aumentare l’autostima per realizzarti nella vita?

Mariagrazia è una giovane donna di 30 anni, con il talento della scultura e la passione per i percorsi spirituali. E’ sposata con un uomo che la sostiene e la approva nei suoi interessi. Vorrebbe realizzarsi mettendo insieme questi due aspetti espressivi importanti, e da anni ci prova, ma purtroppo senza mai vedere risultati significativi.

E’ delusa, stanca, giunge alla conclusione che la causa di questo problema è la sua cronica mancanza di autostima. Così mi contatta, per chiedermi un metodo per aumentare l’autostima. E’ fiduciosa che, una volta risolto questo problema caratteriale, il suo lavoro, e dunque la sua vita personale, si metteranno a posto. Desidera talmente tanto portare a compimento questo progetto, che la sua delusione per non esserci ancora riuscita diventa un peso, e lei se lo porta dietro come una zavorra.

 

Sono in tanti ad essere nella sua situazione: “quando avrò aumentato la mia autostima, potrò finalmente realizzarmi.”
Essendoci passata, so bene quanto diventa faticosa la vita quotidiana, quando si ha l’errata impressione di non essere all’altezza del compito che si desidera portare a termine.
E’ un interminabile aspettare: di essere sufficientemente pronto, le circostanze adatte, la certezza di non sbagliare, ecc., cosa che non avverrà mai.

 

Un nemico in casa

In questi momenti, diventi il peggior nemico di te stesso. Quando vivi questo stato d’animo, blocchi sistematicamente ogni crescita ed evoluzione, ti rigiri nei vecchi schemi con la speranza di vederli cambiare da soli… un loop che allontana tutti i possibili risultati positivi, quindi il tuo livello di autostima precipita pericolosamente in basso.

Qualcuno ritiene che la “cura” per questo problema è la visualizzazione per attivare la Legge di Attrazione. Ore e ore ad attirare il bene, il successo, la salute, il denaro… Ma finora nessuno di quelli che conosco, e che in momenti difficili si sono spremuti le meningi nel visualizzare, ha avuto risultati davvero decisivi nella sua vita. Solo piccole cose. Quindi? E’ tutta una bufala e dobbiamo rassegnarci al fatto che qualcuno nasce con il marchio del “pulcino piccolo e nero”?

 

La legge di attrazione scientificamente dimostrata

 

Spesso la tattica efficace è più vicina e semplice di quanto appare dall’esterno. Secondo il principio del rasoio di Occam, la soluzione più semplice risulta di frequente la più giusta. Qui la soluzione più semplice è: ribaltare le cose e osservarle dall’altro lato.

Cioè: non è il successo a dipendere dall’autostima, ma bensì viceversa. Sono i risultati positivi ad accrescere l’autostima, e a richiamare altri risultati positivi.

Quindi non ti serve a nulla aspettare di aumentare l’autostima per cambiare in meglio la tua vita: tu cambierai in meglio la tua vita costruendo risultati che ti daranno stima e fiducia in te stesso.

 

Non sei convinto? Facciamo insieme un esperimento pratico. Ripensa ad un periodo in cui le cose ti andavano bene: può essere anche solo un breve momento in cui eri in vacanza, quando hai tenuto tuo figlio in braccio per la prima volta, ti sei laureato, hai incontrato l’amore della tua vita… non importa quale: scegli un momento perfetto che ricordi bene e che ancora ti emoziona. Ritorna a quel momento e calati completamente nell’esperienza, fino a sentire quell’emozione in ogni cellula del tuo corpo.

Ora rispondi: ti senti inadeguato? Ti senti sfigato? Ti manca l’autostima? Provi senso di vuoto o di mancanza?
Immagino di no, stai semplicemente bene, con un senso di pienezza che ti fa sentire nel momento giusto, nel posto giusto.

Bene: tu stesso hai dimostrato che non sei affatto carente di autostima, oppure ti mancherebbe anche nei momenti “perfetti”. In verità nessuno ne è privo, si tratta solo di trovare il modo per viverla, per entrare in quello stato di coscienza attivo ed appagato, nel quale esprimi tutto te stesso.

 

Cambia le cose e sii felice: ecco come puoi aumentare l’autostima

Se ci fai caso, sono le esperienze positive a generare in te quel senso di pienezza che chiami autostima. Un’esperienza positiva riempie il serbatoio di energia positiva, una negativa lo svuota un po’. Se le esperienze negative sono troppe, il serbatoio si secca.
Quindi come possiamo produrre esperienze positive e riempire il serbatoio dell’autostima? Anche qui la soluzione è semplice: cambia il modo di agire.

La situazione attuale, che ti piaccia o no, è frutto delle scelte; le scelte sono azioni nate delle convinzioni (giuste o sbagliate), che hai sulla vita. Fin quando prosegui nell’agire guidato dalle idee attuali, vedrai inevitabilmente gli stessi risultati materializzarsi davanti ai tuoi occhi. E se la cosa non ti piace, forse hai un grosso problema da risolvere 🙂 .

 

LaRepubblica.it Scienze: Non basta pensare positivo,
per essere felici bisogna agire

 

Il modo per cambiare le scelte è permetterti di rimettere in discussione le convinzioni:  smetti di pensare che le cose “sono di sicuro così come le vedo”, perchè se c’è una parte di noi che si inganna facilmente, questa è proprio la mente. E non si inganna solo quando pensa in negativo, ma anche quando cade in un pensiero “finto-positivo”, nel quale il bene è legato a parametri poco obiettivi.

Uno dei metodi che funzionano di più per la mia esperienza, è richiamare il “momento perfetto” quando devo affrontare un problema o prendere una decisione. Questo stato di benessere aggira i condizionamenti di qualsiasi natura.

 

Non ti chiedo di credermi sulla parola, ti chiedo di farlo. E rifarlo. E rifarlo ancora, fin quando ti riesce automatico.

Perchè i risultati arriveranno con certezza nella tua vita, e aumentare l’autostima non sarà più un problema: puoi smettere di aspettare, e puoi finalmente iniziare ad agire. Agire, e costruire risultati positivi.

 

Il meglio di te è ciò che puoi dare ora.

 

 

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Le dolci virtù dell’olio essenziale di arancio: buonumore e serenità

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Quante volte hai già utilizzato l’olio essenziale di arancio dolce, anche senza saperlo?

Ritorna per un attimo al senso di bruciore agli occhi che hai provato, schizzandoti il liquido contenuto nelle “bollicine” della buccia di arancia: esatto, in quell’occasione hai avuto un incontro ravvicinato con l’olio essenziale.

Se soffri di cali di umore, stress, ansia, stanchezza mentale, ti consiglio di avere sempre con te un po’ di olio essenziale di arancio dolce: ti sarà di aiuto. Scopriamo insieme perchè.

 

La produzione dell’olio essenziale

L’olio essenziale naturale, se viene prodotto nel modo corretto, si ottiene passando la buccia triturata del frutto nella corrente di vapore. Sfruttando i diversi punti di evaporazione, nell’alambicco avviene la magia del frazionamento delle diverse sostanze. Se ne ottiene un olio leggerissimo, molto aromatico, puro, di colore giallo ambrato.

Nulla a che vedere con le essenze da profumazione per ambiente che di naturale, spesso, hanno ben poco. Lo dimostra anche il prezzo, che parlando di un olio essenziale puro è più alto che per una fialetta da termosifone.

Per acquistare l’olio essenziale di arancio che abbia una buona qualità il luogo più adatto è l’erboristeria. Alcune farmacie trattano anche questo genere di rimedi, soprattutto quelli registrati come integratori, perchè sono alimentari.

Infatti, di norma, l’olio essenziale non si ingerisce. In Italia, a differenza (per esempio) della Francia, l’aromaterapia per bocca è decisamente poco incentivata. Nel nostro Paese viene privilegiato l’uso attraverso il massaggio oppure la via olfattiva.

Nei negozi acquisterai prevalentemente flaconi da 10 ml. di olio essenziale, il quale non dovrà essere utilizzato puro, ma bensì diluito in crema base oppure olio corpo. 
Bastano 2 gocce in un cucchiaio di olio o crema, per sviluppare i benefici.

 

Benessere ed olio essenziale di arancio dolce

L’olio essenziale di arancio dolce differisce dall’arancio “amaro” perchè non viene utilizzata la parte interna (la buccia bianca, per capirci), ma solo quella esterna.
Anche le sue virtù benefiche sono differenti.

> Aiuta a depurare la pelle e le cellule;
> Calma, aiuta a dormire
> Migliora il tono dell’umore

 

Se hai un bimbo vivace, metti una goccia o due di olio di arancio nel lettino (lontano dalla zona degli occhi), oppure nell’umidificatore dei termosifoni, per favorire il sonno tranquillo e senza brutti sogni.

Se sei una persona che si preoccupa facilmente, porta con te un fazzolettino dove avrai messo un paio di gocce di olio essenziale puro: inala più volte al giorno per favorire la calma e l’atteggiamento positivo.

Infatti, il profumo di arancia ricorda sia l’estate (per via del colore solare, ma forse anche dei ghiaccioli…), sia il calore della casa in inverno. Per questo stimola il senso di benessere.

 

Il re dei massaggi: l’olio essenziale di arancio

A pari merito con la lavanda, l’olio di arancio è molto usato nei massaggi olistici e rilassanti. Primo perchè piace a quasi-tutti, ma anche per l’effetto drenante e rilassante. Possiamo dire con certezza che uno dei protagonisti principali dell’aromaterapia (ora chiamata aromacologia).

Uno degli usi meno conosciuti dell’olio di arancio è quello sotto forma di emulsione per i dolori articolari e reumatici.

Per aiutare la digestione difficile (soprattutto se causata da stress), prepara una crema base: 30 ml di pomata e 6 gtt. di olio essenziale di arancio dolce. Mescola bene usando uno stuzzicadenti, poi utilizzala per massaggiare lentamente, in senso orario, l’area dello stomaco.

La stessa pomata puoi utilizzarla la sera, sotto la pianta del piede, per favorire il sonno.

 

 

 

L’aromaterapia è una tecnica naturale che non sostituisce l’intervento del Medico, quando necessario.
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Operatore olistico lavoro cercasi: tre aspetti fondamentali per chi inizia

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Cercasi lavoro come operatore olistico. Hai mai digitato questa chiave di lettura su Google? Magari no, magari sì, ma sicuramente ti sei posto una domanda simile a questa: «ora che ho terminato la formazione e ho in mano il mio attestato….. che ci faccio?»

È una domanda più che legittima. La tua ceritifcazione vale qualcosa? Come puoi concretizzare una professione lavorativa “reale”, che va al di là del sogno che avevi quando hai cominciato?

Ecco tre aspetti fondamentali da tenere in grande considerazione, soprattutto se sei all’inizio.

 

1 – Aprire la partita iva.

Questo è un passaggio obbligato se vuoi diventare un professionista. Difficilmente verrai “assunto” come operatore, quindi prendi seriamente in considerazione questa eventualità, se vuoi intraprendere un lavoro nel campo del benessere olistico.

Con la partita iva (in questo momento a livello fiscale verrai inquadrato nella gestione separata con regime forfetario), puoi promuoverti, offrire la tua collaborazione presso centri e studi, oppure occuparti personalmente di un spazio da adibire a studio.

Tuttavia, aprire la partita iva non deve rappresentare una soluzione obbligata: infatti non tutti sono tagliati per fare i liberi professionisti indipendenti. Prima di svolgere delle pratiche ufficiali, chiediti se questa è davvero la strada che vuoi intraprendere, perchè organizzarsi da soli il lavoro e cercare i clienti, per qualcuno è un aspetto piacevole e divertente, ma per altri un vincolo faticoso e soprattutto fastidioso.

Operatore olistico lavoro cercasi? Ecco una soluzione.

Prenditi del tempo per fare esperimenti. Collabora con qualcuno, fai del tirocinio in uno studio, aiuta gratuitamente un professionista in cambio della sua disponibilità nell’insegnarti come gestire il tuo lavoro… insomma fatti un’idea chiara di come funzionano le cose, prima di scegliere la soluzione giusta per te. Così non rischierai di trovarti deluso sei mesi o un anno dopo.

 

2 – Lavorare a domicilio o no?

Tra le prime cose che dovrai decidere è se vuoi recarti a casa delle persone, oppure ricavarti uno spazio dove ricevere.  La prima soluzione è molto “gettonata” dai neo-diplomati; funziona bene se devi spostarti con attrezzatura leggera: un materassino morbido, una valigetta con i Fiori di Bach, ecc.

Diventa più complicato se devi spostare un lettino da massaggio… a meno che tu non sia Ercole o che i tuoi clienti non risiedano tutti al piano terra con parcheggio libero davanti a casa.  Un lettino da massaggio “serio” pesa in media dai 16 ai 18 kg. A questo aggiungi la borsa con lenzuolini, oli, ecc. e moltiplica il tutto per un numero di volte che varia come minimo da 3 a 6 al giorno, con annesse scale da salire e scendere (perchè a volte gli ascensori sono troppo stretti), carica l’auto, scarica l’auto, monta il lettino, smonta il lettino, ecc.

Quindi, se il tuo obiettivo è lavorare a domicilio, valuta bene ogni aspetto prima di acquistare l’attrezzatura.

Un discorso diverso è se hai uno spazio dove ricevere, perchè in questo caso puoi arredarlo come piace a te, scegliere l’arredamento, la musica, l’atmosfera e i colori… sicuramente è meno stressante, ma per ovvi motivi comporta dei costi maggiori. Per questo si stanno diffondendo gli studi in coworking (condivisione spazi e spese), anche nel settore degli operatori del Benessere, che costituiscono un’ottima soluzione per ridurre le spese gestionali.

 

 

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3 –  Sii costante e tieni duro

Superare la fretta di vedere dei risultati richiede una grande determinazione. Quando cominci hai fretta di vedere la fila di clienti davanti al tuo studio, quindi potrebbe capitarti di scontrarti con la tentazione di saltare di palo in frasca.

Per due o tre mesi promuovi i massaggi, poi le cose vanno a rilento (è fisiologico), quindi inizi a promuovere la vendita di cosmetici o di un integratore miracoloso “che uso da tempo e che potrebbe servire anche a te”, poi impari una tecnica energetica e dal giorno dopo insisti per fare a tutti quel trattamento…

Tutto questo non fa che confondere le acque e peggiorare le cose. Quando hai la caldaia bloccata chiami un termoidraulico specializzato, o il salumiere sotto casa che a tempo perso aggiusta i rubinetti e la domenica recita nella compagnia dialettale del borgo?

Otterrai molti più risultati se hai la pazienza di puntare su quello che sai fare bene e da molto tempo. Con calma e professionalità. Vedrai il tuo lavoro crescere gradualmente.

 

#operatoreolisticorealizzato

Deborah Nappi

 

Percorso formativo Operatore Olistico Realizzato: visita la pagina

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Il risveglio spirituale passa dal corpo fisico?

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Quando si pensa ai percorsi di risveglio spirituale, quasi sempre si fa riferimento a pratiche di carattere energetico, meditativo, mistico. E’ un collegamento che viene spontaneo, soprattutto se hai una predisposizione naturale per le discipline che potenziano le energie sottili.

Tuttavia, a distanza di molti anni dal primo giorno in cui mi sono seduta in un’aula di Tecniche Vibrazionali (la tavernetta della mia allora insegnante, insieme ad un piccolo gruppo di donne), posso dire che questo concetto contiene una grossa limitazione. Una limitazione che può rendere estremamente impegnativo realizzare un vero balzo spirituale.

 

La via più faticosa per il risveglio spirituale

Quasi tutti i giorni incontro persone che mi chiedono consigli per intraprendere un percorso spirituale. Pensano, dopo aver letto molto sul web o sui libri, di doversi dedicare a cristalli, angeli, visualizzazione, meditazione, reiki, ecc.  Magari anche tu, come me in passato, sei convinto che per sviluppare lo spirito sia indispensabile abbandonare la materia.

Questa convinzione (anzi, permettimi di chiamarla sabotaggio), deriva dalle forme di spiritualità di carattere religioso, finalizzate alla mortificazione della carne. Ma alla lunga può solo portarti un forte senso di frustrazione.

In realtà le pratiche mistiche ed energetiche in generale, sono utilissime, perchè:

  • ti aiutano a trascendere le paure
  • ti guidano nel conoscere meglio la tua interiorità per sviluppare i talenti con cui sei nato
  • rilassano e sono indubbiamente degli ottimi antistress

Tuttavia non possono materialmente, da sole, cambiare la tua vita. Se smetti di praticarle anche solo per un mese, tutto torna al punto di prima ( o quasi). Questo non vuol dire che sono bufale, ma mancano di una parte fondamentale: la parte che rende il percorso spirituale rapido e consolidato. Questa parte è la materia, il corpo, il mondo reale.

 

Ogni piano di realtà parla la sua lingua

Il motivo per cui le pratiche mistiche non possono, da sole, cambiare totalmente la realtà, è che si tratta di due piani diversi, che parlano linguaggi diversi. Il mondo dello spirito non comprende la materia, e viceversa.

Se ti aspetti che il lavoro spirituale sia sufficiente, avrai una delusione. E questo non perchè ” hai praticato troppo poco” o non sei stato “abbastanza bravo”, ma semplicemente perchè ti stai occupando di un piano che non sa cosa sono il denaro, il cibo, il freddo e il caldo, il tempo, ecc.

La tua ricerca spirituale è fondamentale per orientare correttamente le tue scelte e le azioni che decidi di intraprendere, ma non sostituisce l’azione stessa. Se visualizzi il benessere, non è detto che riesci a raggiungerlo davvero. Dipende da come agisci nel piano della materia.

Ci sono persone che mi chiedono di fare la ricerca dei talenti per comprendere che lavoro fare. Non è possibile, o meglio in qualche caso capita (soprattutto nelle discipline artistiche o assistenziali), ma non è detto. I talenti spirituali hanno il compito di liberare l’intuizione e la direzione creativa della persona, non di trovarle un lavoro 🙂

 

Il corpo: la chiave del risveglio spirituale

In questi anni ho constatato che le persone che hanno intrapreso nella nostra Scuola percorsi legati al movimento o al corpo fisico (ad esempio il Qi Gong, la Riflessologia, la Nutrizione e il Coaching, ecc.), pur affiancandoli ai percorsi energetici, hanno raggiunto dei grandi risultati in poco tempo, anche a livello personale.

Hanno cambiato in meglio molti aspetti della loro vita, risolto dei conflitti, intrapreso progetti a livello creativo o lavorativo…
Tutto questo in modo più rapido e con molta più leggerezza (soprattutto meno ostacoli), rispetto a chi si dedica esclusivamente ai metodi spirituali.

Ho cercato una spiegazione e questo è ciò che ho potuto osservare: il perfetto mix che ha facilitato il percorso è stato unire i metodi sulla ricerca spirituale con quelli “pratici”, integrando gradualmente la consapevolezza che viviamo in questo mondo per scelta, ed è attraverso questa realtà che dobbiamo confrontarci con noi stessi.

Accettare la materia e le sue “regole”, per quanto non sempre gradite, è il modo per onorare il tuo destino nel nascere in questo preciso momento e luogo. Siamo tutti qui per imparare, anche da questo mondo difficile. Questo è stato il nodo cruciale che ha permesso il salto per chi era pronto.

Il corpo acquisisce i messaggi in modo immediato, li integra velocemente. Una volta che sperimenta, registra. Per questo, se hai in progetto un percorso olistico, il consiglio che posso darti è quello di unire discipline che lavorano su tutti i piani della realtà. Questo è il vero risveglio spirituale.

Perchè nella completezza del tuo essere, realizzi il tuo miglior destino.

 

 

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Camminare nella natura in cerca di me stessa

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Erano giorni che desideravo fare una bella camminata nella natura… ne sentivo l’esigenza.

Camminare è da sempre il mezzo che mi porta a riflettere con lucidità sulle cose, mi aiuta ad osservare le situazioni dall’esterno, a trovare le soluzioni… Così oggi, con la scusa di testare le nuove scarpe da ginnastica da passeggiata, mi sono ritagliata due ore di silenzio e di passi. Uno dopo l’altro, a ritmo sostenuto.

All’inizio prendere il ritmo non è stato facile, il mio ginocchio reduce dagli anni di danza faceva male, ma poi tutto il corpo si è adattato, si è ammorbidito. La camminata è diventata regolare e piacevole.

 

La Natura e i viaggi nel tempocamminare-nella-natura-4

Camminare nel verde e nel silenzio, ha funzionato come una macchina del tempo. Il primo passaggio è stato richiamare i momenti che vivevo da bambina, quando trascorrevo mesi in montagna. Le more dolcissime sul ciglio della strada, la saponaria, i garofanini… e gli alberi. I miei amici alberi e la loro voce nel vento. Un soffio leggero, poi più profondo, come un canto.

Di colpo la mente è tornata al presente, a questo momento di vita così particolare, nel quale i cambiamenti e le trasformazioni si susseguono rapidamente. La “me” di prima non esiste più, la nuova “me” naviga a vista.

Ero convinta di odiare questo stato, ma soffermandomi sulle sensazioni ho scoperto che non è così. È solo una dimensione nuova con cui imparare a rapportarmi.

 

La strada: camminare nella natura in compagnia dei sassi

camminare-nella-natura-2Ho imboccato un sentiero sterrato pieno di ciottoli. Uscire dalla strada maestra ha generato, in pochi secondi, una bolla di lontananza da tutti i rumori umani.

I sassi sono sempre stati importanti nella mia vita. Ne ho collezionati tantissimi. Hanno una personalità, o perlomeno così li vedo io. Ognuno mi insegna qualcosa con la sua forma, il peso, il colore, la sensazione al tatto… rappresentano la lentezza del tempo universale. Qualcuno li sente freddi, ma per me sono una compagnia.  Ho camminato in compagnia di questi lenti abitanti silenziosi, piccoli frammenti di grandi montagne.

I pensieri sono diventati via via più leggeri, chiari, sereni. Focalizzarmi solo sui passi e sul respiro ha fatto il suo effetto, drenando le paure e le frustrazioni.

Al fondo il sentiero mi ha ricondotta alla strada principale, ho realizzato che era passata quasi un’ora e mezza e mi sono avviata a tornare. Dopo un po’ ho incontrato di nuovo l’inizio dello sterrato che avevo appena  percorso.
Il cerchio si è chiuso.

 

Deborah Nappi

#iltuobenessereolistico

 

 

 

 

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I fiori di bach e il gatto spaventato

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La storia di un gatto spaventato risolta con i fiori di bach.

 

Quella che ti racconto oggi è una piccola storia che riguarda il nostro gatto, un pacioso Birmano quattordicenne peloso e affettuoso: Mocio (nome che abbiamo scelto scelto, ovviamente, a causa del suo aspetto).

Qualche giorno fa, ha vissuto una quasi-zuffa  col gatto del vicino: vediti un felino rosso fiammante, muscoloso, deciso e prepotente come solo la vita di strada può forgiare.

 

 

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Di sera Mocio ama fare il furbo: esce di pattuglia in giardino lungo il cancello, sale sul terrazzino, miagola per far sentire che “Oh ragazzi, qui c’è il capo, tutti a casa”.

Peccato che il suo carattere rivela la sua vera natura, anti-teppista per eccellenza: dorme volentieri sul divano per ore, rigorosamente piazzato tra me e mio marito, mangia solo certi cibi perchè è delicato di fegato, risponde al richiamo come un cane, interagisce come uno di famiglia. Insomma, per il pirata rosso della casa a fianco è come sparare sulla Croce Rossa.

 

Guerra sul campo e un gatto spaventato

 

Quella sera (estate, caldo, porte aperte), Mocio è fuori a darsi un tono come sempre. All’improvviso inizia un concerto di “fffff – meeeoooowww – grrrrr”…. e tutto quello che i gatti sanno articolare con la gola. E’ buio, quindi non vedo la scena : sento solo un gran trambusto.

Per la curiosità di vedere cosa capita esco ed ovviamente il rosso, avvezzo al campo di battaglia e con i sensi all’erta, scompare in due salti prima ancora di poterlo identificare. Lo immagino mentre, prima di scomparire, fa un gesto con la zampa tipo “sei mio, guardati le spalle”.

Mocio lancia il suo ultimo “ffffffff” poco convinto (prova a conservare un po’ di dignità gattesca), poi si precipita in casa e sale al piano di sopra.  Qui cala il silenzio.

 

Il giorno dopo: ci vogliono i fiori di bach!

 

Passa un giorno, immagino che nel frattempo la faccenda sia passata del tutto. Ma Mocio è strano. Mangia poco, ha gli occhi iperattivi, dorme molto, ha le zampe sudate e il pelo arruffato… al calar della sera si avvicina alla soglia di casa ma non esce: guarda fuori, cerca di fare il passo per uscire ma poi ritira la zampa e rimane “nascosto” dietro la tenda (trasparente, per la cronaca).

Lì mi passa per la testa che il nostro anti-guerriero felino non ha ancora superato l’evento della sera precedente. Quando lo vedo ritornare al piano di sopra e rintanarsi nel letto, nonostante il caldo, capisco che qualcosa di sgradevole è rimasto memorizzato in quella massa di peli: un trauma a livello emotivo, che gli impedisce di continuare con le sue abitudini serali.

Davanti a me ho un gatto molto, molto spaventato. Del resto ognuno ha il suo mestiere: quello di Mocio è FARE IL PELUCHE, non l’avventuriero.

 

Quale occasione migliore per usare i Fiori di Bach?

Preparo una miscela che contiene:

  • Aspen: per le paure indefinite. Nel caso di Mocio il timore della notte fuori dalla porta.
  • Rock Rose: per lo spavento.
  • Walnut: per la trasformazione dello stato d’animo
  • Mimulus: fifa verso il gatto dei vicini, paura degli attacchi.
  • Larch: per la fiducia in se stesso.
  • Star Of Bethlehem: per cancellare gli effetti del trauma.

 

Per fare prima ne metto alcune gocce sul dito e lo strofino sulla bocca e sul muso. Poi lo lascio tranquillo a sonnecchiare.

Dopo qualche minuto ripeto.

 

Lo spavento è cancellato: i fiori di bach funzionano.

 

Trascorrono circa 15-20 minuti. Poi vedo Mocio che sbircia dalla cima della scala.

Dopo un po’ osa (e dico OSA: parliamo pur sempre di un felino da salotto) scendere al piano di sotto. Come prima tappa va a cercare la ciotola, mangia e beve.

Poi si avvicina alla porta di casa ed esce. All’inizio si guarda intorno e non si allontana dalla soglia, ma dopo poco conquista nuovamente il giardino. Problema superato.

 

I fiori di bach: utilizzo efficace in un gatto spaventato

 

Come vedi gli animali confermano ogni volta la loro grande apertura e ricettività alle cure naturali. Non possiamo, nel loro caso, parlare di “suggestione”, come potrebbe essere in un essere umano.

Con i Fiori di bach ho avuto l’opportunità di intervenire su numerose situazioni, osservando ogni volta un miglioramento verificabile.

Se un animale si spaventa seriamente (in questo caso si trattava di un gatto, ma la stessa miscela funziona anche per le altre specie), spesso registra un piccolo trauma, che immediatamente modifica le sue abitudini quotidiane. Per questo ti sarà facile notarlo.

Basta intervenire nel momento giusto, per riportare la tranquillità. Vuoi imparare a fare questo, per il tuo animale e per gli altri? Contattami per la formazione nelle Tecniche Energetico-Vibrazionali per la cura degli animali.

Nel frattempo: buona vita con i tuoi compagni di viaggio a quattro, due, sei zampe 🙂

 

#fioridibachanimali

Deborah Nappi

 

 

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