“Cambiare se stessi” non è sempre la soluzione migliore.

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Sull’onda del messaggio “Cambiare se stessi per cambiare il mondo” sono nate innumerevoli scuole filosofiche dedicate alla crescita personale e spirituale. Il risultato finale dovrebbe essere quello di un’umanità più felice.

Eppure, nonostante gli ultimi 50 anni di “percorsi per lavorare su se stessi”, non siamo andati molto lontano. Per dirla in piemontese, siamo ancora al pian dei babi (i babi sono i rospi). Vuol dire che tutta la crescita personale è una gran bufala?

Certo che no…

Probabilmente, in molti casi è stata solo diretta verso l’obiettivo sbagliato. Vediamo come correggere la rotta, per costruire l’esistenza con armonia ed evitare il senso di frustrazione.

Da dove comincia il bisogno di cambiare se stessi?

A volte ci sentiamo fuori posto nella nostra vita. Qualcosa di profondo ci rende insoddisfatti, ci fa sentire incompleti… E’ proprio in quel momento che scatta la voglia di cambiare.

Molte persone con cui ho avuto modo di lavorare nelle sedute e nei corsi, sono partite proprio da un periodo di vita così: mi hanno confidato di non sentirsi se stesse, di percepire che una parte di loro non trovava la via per esprimersi.

Qual è la prima cosa che molti fanno in questi casi? Osservare gli altri. Il guaio è che quando ci si trova in un momento nero, in cui tutto sembra senza luce e la percezione di sé è bassa, ciò che si vede all’esterno sembra brillare molto di più. Tutto quello che hanno gli altri sembra bello, leggero, privo di ostacoli…

Da qui a pensare “se lui/lei ha tutto questo ben di dio (ma preciso che stiamo guardando l’apparenza), perché non posso avere anche io la stessa cosa?”, non ci vuole tanto. E fin qui non ci sarebbero grossi problemi, perché il cervello umano impara molto osservando, di conseguenza porsi delle domande è sempre un ottimo inizio.

Ma dopo arrivano le complicazioni.

La prima domanda: chi sono?

Il passo successivo implica la scelta di intraprendere un’azione trasformativa. Nel caso del settore degli operatori olistici, spesso questa prima azione è frequentare un corso, che viene scelto in base ai consigli di un amico o per cercare di imitare la “persona apparentemente di successo” a cui si fa riferimento, in senso positivo (per ammirazione), oppure negativo (per competizione).

C’è una fase mancante in tutto questo processo, ed è una domanda cruciale, ovvero: Chi sono?
Questa viene sostituita con: “chi voglio essere?”.

Se si intraprende questa strada, è come indossare un nuovo cappotto esterno, senza considerare ciò che c’è all’interno. “Chi sono”, infatti, implica qualcosa che io possiedo già, non un qualcosa (di qualunque cosa si tratti), che devo acquisire.

 

Il focus si trova DENTRO di noi, non fuori

Ognuno di noi è il frutto di una sinergia di forze, integrate in modo unico. Quindi, ogni persona diventa “completa” sviluppando appieno queste forze, per poi esprimerle al mondo.

Per questo motivo, la scelta di un percorso deve partire dalle proprie peculiarità, e non dall’omologazione nei confronti di un’immagine costruita dalla fantasia. Quando si prende la decisione di diventare operatore olistico, per esempio, spesso le motivazioni di partenza sono in contrasto con la vera natura della persona.

Ecco perché, alla fine, il desiderio di cambiare lavoro o vita si spegne nel tempo, o non viene concretizzato. Quando una decisione viene presa “per imitazione”, non risuona con le vere vibrazioni personali, ma è l’ennesimo tentativo di fare qualcosa per scappare da ciò che crea noia o disagio.

Però fare la scelta di cambiare se stessi per cercare di scappare o di nascondersi non è la soluzione migliore, perché spinge ad intraprendere la strada sbagliata.

 

Scoprire il proprio focus è l’unica via equilibrata per cambiare se stessi

Più che di “cambiare se stessi”, parlerei quindi di SCOPRIRE se stessi.

  • Cosa mi rende davvero sereno?
  • Come posso consapevolizzare i miei talenti innati e farli diventare le mie caratteristiche personali?
  • In cosa sono veramente bravo, al di là di tutto?

Ecco, queste domande sono di grande aiuto per trovare la vera strada per trasformare in meglio la vita. Sono i quesiti che connettono la mente con il cuore, i desideri con il valore personale, ovvero: quel “gruzzolo” di capacità con cui siamo venuti al mondo, che rappresentano il potenziale grazie a cui possiamo fare la differenza, senza diventare la brutta copia di qualcun altro.

Ognuno deve brillare grazie alla propria luce, non riflettendo quella degli altri.

Nel Daoismo (taoismo), la filosofia più antica connessa alla Medicina Tradizionale Cinese, questo concetto è espresso dalla frase “Colui che conosce se stesso è illuminato”.

 

Cambiare se stessi non è sempre la soluzione migliore-2

CORSO INTRODUTTIVO IN 10 LEZIONI: METODO IWAKURA

Cambiare se stessi? E’ più efficace smettere di voler essere qualcuno che non sei

Preferisci essere qualcuno che non sei, con la certezza di non essere felice, o provare a stare bene nell’essere quello che sei, anche se è qualcosa di diverso da ciò che ti aspettavi?

Spesso le persone credono di poter essere felici solo diventando ciò che non sono. Ma intraprendere un viaggio di questo genere, significa creare la certezza di rimanere delusi e procurarsi dei grandi conflitti interiori.

Scoprire e sviluppare le proprie capacità grazie alla CENTRATURA, è la strada più breve per dare spazio alle doti con cui sei nato: non credi che questo sia decisamente meno faticoso rispetto a sforzarti anni per diventare DIVERSO DA TE (senza riuscirci nemmeno tanto bene)?

 

Come arrivare al contatto profondo con le tue capacità

Dopo aver lavorato con centinaia di persone (ma prima di tutto con me stessa, il cliente più complicato), ho verificato che i metodi più efficaci e veloci sono quelli che portano a connettersi con il proprio corpo.

Il corpo, se ci pensiamo, è la parte di noi che conosce meglio la realtà: la vive, la impara, la sperimenta.
La mente? Una brava assistente, infatti il suo compito è uno: memorizzare ed archiviare ciò che il corpo impara.

Il metodo che ho creato in questi anni di lavoro si chiama “Iwakura® – Il corpo che medita”, proprio perché comprende numerosi esercizi di centratura che stimolano la pulizia delle memorie cellulari del corpo, permettendo all’energia di bypassare i conflitti interiori e liberare i talenti individuali.

Il blocco energetico esiste, ma invece di spendere energia nel contrastarlo, grazie ad Iwakura sosteniamo la parte “buona” del bagaglio personale. Con l’andare del tempo i blocchi energetici se ne vanno da soli, per lasciare sempre più posto alle capacità.

La sensazione di leggerezza e connessione con se stessi è uno degli effetti immediati, che arrivano dalla pratica guidata degli esercizi.

Vuoi sperimentare il senso di pace ed equilibrio che nasce dall’attività fisica/energetica degli esercizi taoisti di Iwakura? Segui il corso  introduttivo di pratica in 10 lezioni e comincia a conoscere chi sei .. per davvero! 🙂

 

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Circa l'autore:

L'interesse per le discipline naturali è nato per eredità familiare: farne il mio lavoro è stato un "fuori programma", un mix che ha unito la passione per questi metodi e la natura di scrittrice. La spada giapponese mi trasmette la forza e la determinazione per non cedere alla pigrizia, ma sono le giornate di sole vento a caricarmi le batterie alla grande. Adoro fare formazione sia in aula sia a distanza, perchè imparo ogni giorno qualcosa di nuovo che arricchisce l'esperienza. Per questo un corso, anche se si ripete, non è mai totalmente identico al precedente.
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