Essere come acqua… sulla via della Medicina Cinese Classica

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Essere come acqua, cosa significa? Percorrendo la via del Tao impariamo che la “salute”, intesa come coerenza fra la vita che realizziamo e la nostra essenza originaria, deriva per la maggior parte dalla capacità di fluire con le esperienze. Come cambierebbe la tua vita se, praticando un’attenzione calma e livellata, potessi vedere l’immensa profondità di te stesso nello stesso modo in cui potresti vedere l’immensa profondità di un’acqua limpida e calma?

In questo articolo ti mostrerò che esiste la concreta possibilità di rigenerare la tua essenza più profonda, liberando tutta l’energia e la potenza di cui sei capace.

Cedevolezza, capacità di acclimatarti:  ecco due aspetti fondamentali nell’imparare a essere come acqua

Imparare la cedevolezza in un mondo rigido e intriso di schemi dogmatici è una sfida spirituale non indifferente :) Nella visione taoista la rigidità coincide con la malattia, perché interrompe il libero flusso del qi  attraverso i cinque elementi e all’interno dei meridiani energetici.

Infatti, sulla via del tao apprendi che la vita è cambiamento continuo, se il ciclo di trasformazione si interrompe sperimenti il malessere (sotto gli aspetti emozionali, fisici, mentali), in modo sempre più accentuato. Tutto questo segue la natura dell’acqua, la quale rimane limpida fin quando il movimento garantisce il ricambio e la pulizia, ma diventa putrida quando è stagnante.

Non solo: il ciclo della vita stessa dipende direttamente dall’acqua che evapora, si condensa, cambia natura e poi si ricostituisce in pioggia nutrendo la terra. Anche la nostra vita passa dalla dimensione intra-uterina alla nascita, poi all’infanzia e all’età adulta per arrivare alla vecchiaia, alla morte e poi al ritorno dell’anima in una nuova vita.

Quindi come può essere così complicato seguire questa natura innata ed essere come acqua anche nella vita quotidiana, nel nostro modo di pensare e di osservare il mondo? Eppure le scelte, soprattutto quelle che avvengono in automatico, troppo spesso vanno controcorrente, causando sofferenza.

La “capacità di acclimatarsi” è una delle chiavi centrali dell’autoguarigione

Nel taoismo la prima via di autoguarigione è molto “semplice”: impara a lasciar fluire il qi. Se il qi fluisce, tu guarisci. Ma la maggioranza di noi è completamente inconsapevole del fatto che il suo qi (la forza vitale), è bloccato da qualche parte.

Così, possiamo utilizzare dei concetti più semplici per chiarire il significato di un concetto così lineare… ma contemporaneamente complicato. Cosa vuol dire acclimatarsi? Acclimatarsi significa adeguarsi al clima, cioè avere un sistema di regolazione interna che ci permette di adeguare il nostro equilibrio fisiologico, così da risentire il meno possibile dei cambiamenti di temperatura che avvengono all’esterno di noi.

In pratica, se ti trovi in una zona molto calda, il tuo corpo riesce a raffreddare gli organi vitali impedendone la cottura, così come, se sei al freddo, li riscalda per contrastare il congelamento. Invece, quando si tratta di eventi che coinvolgono soprattutto gli aspetti emozionali, questa capacità di acclimatarsi viene meno: le emozioni invadono tutto come maree fuori controllo, esasperando le energie interne che dovrebbero mantenere l’equilibrio.

In un flusso così vorticoso, essere come acqua risulta particolarmente difficile. Riemergono tutti i torti subiti in passato, le insicurezze, le rivalse, i desideri non realizzati… e ciao calma interiore.

Ci ammaliamo ogni volta che smettiamo di essere come acqua

Le fonti interne di malattia secondo la Medicina Cinese Classica (cioè le cause di blocco del flusso di trasformazione yin-yang), sono soprattutto le emozioni.  Non tutte, ovviamente, ma di sicuro tutte quelle che vengono represse o negate per qualche apparentemente valido motivo interiore, impedendo così l’espressione autentica dell’essere.

 

Essere come acqua vuol dire, principalmente, accettare fino in fondo ciò che siamo e non avere alcuna paura nel mostrarlo al mondo.

 

E’ tanta roba, come si dice oggi… ma è l’unica via davvero sicura per realizzare il nostro vero destino (Ming), senza sforzo ma anzi con grande armonia. Essere acqua pulita implica trasparenza e non ci può essere trasparenza dove le energie sono trattenute e nascoste.

 

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Foto di Craig Whitehead su Unsplash

 

 

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Lavorare sull’acqua interiore: la tua essenza

Probabilmente durante la tua infanzia avevi ben poche preoccupazioni in merito a questo tipo di problemi. Ti limitavi a vivere la tua essenza innata realizzando tutto ciò che proveniva dalla tua vocina interiore. Oggi astronauta, domani cantante, poi ballerina, calciatore… nulla ti sembrava irraggiungibile. Giocavi ogni giorno a “facciamo che io ero… e che tu eri…”.

Poi è intervenuto il condizionamento sociale. Qualcuno ti ha spiegato che l’età dei giochi era finita, che bisognava diventare grandi e che i tuoi sogni erano solo sogni… e niente altro. Sono apparsi dal nulla infiniti ostacoli. 

Se ti arrabbiavi non andava bene perché bisogna piacere a tutti (e soprattutto ai “superiori”), se provavi amore dovevi fare attenzione perché ti avrebbero preso in giro o manipolato, se dicevi di no eri una brutta persona, ecc. Tutto ciò che avevi di spontaneo è stato gradualmente plasmato, secondo la volontà esterna.

Ma un conto è apprendere dei comportamenti civili di convivenza sociale, un altro è reprimere la tua essenza profonda per modellarla secondo le aspettative degli altri. Questo è fonte di blocchi energetici, dunque di malessere.

 

Puoi recuperare la tua essenza oppure è persa per sempre?

Quando si legge “se non sarete come bambini non entrerete nel regno dei cieli”, è tutt’altro che una regola religiosa. Invece si tratta di un insegnamento della filosofia di vita taoista, molto molto antico.

Il Regno dei Cieli è lo Shen, il Tutto cosmico, cioè la completezza che è unione degli opposti. Essere come bambini è un concetto fondamentale del taoismo, che implica il ritorno a se stessi nella versione più pura ed autentica (infatti in molti testi si legge di “ritorno all’infanzia”).

 

Essere come acqua, dunque, implica il ritorno alla spontanea trasparenza di un bambino, che osserva il mondo con occhi puliti. E puoi riuscirci solo se tu sai di essere lì dove devi essere, cioè al centro di te stesso.

 

Non è facile superare le paure e le insicurezze che tutti abbiamo assorbito nel corso della vita. Però, dato che si si tratta solo di “protezioni”, può rivelarsi interessante oltrepassarle e riscoprire l’entusiasmo e la forza dirompente che solo i più piccoli possiedono.

 

Cosa cambierebbe se la tua attenzione, come l’acqua, fosse in grado di penetrare in luoghi dove nient’altro può?
Cosa pensi che potresti scoprire?
Come potrebbe essere la tua vita se potessi coltivare un’attenzione morbida e cedevole, ma sempre presente e fluente?
Pensi che potresti essere in grado di superare alcuni ostacoli?

 

La via del Nei Gong

Nel mio lavoro utilizzo molto il Nei Gong, che è una tecnica di qi gong interno, basato sul respiro e sulla postura, che agisce attraverso lo spostamento dell’attenzione al centro di te, in particolare all’area dell’addome (Dantian Inferiore, Hara per i giapponesi), dove è collocata la sede della nostra essenza primaria che si chiama Yuan Qi.

Yuan Qi è l’acqua di vita che si trova dentro di te, quella che mantiene le memorie del passato (puoi chiamarle karma, se conosci questo termine), l’eredità ancestrale del tuo lignaggio familiare e tutte le esperienze non vissute che ti porti dietro.

Il Nei Gong è focalizzato sulla centratura in questa area energetica, che ti collega anche alla terra, facendoti sentire “a casa” dentro di te e dentro la tua vita. E’ una forma molto graduale di autocoltivazione spirituale che parte dal corpo.

A livello fisico aiuta in molti disturbi, dal mal di schiena lombare fino al miglioramento negli stati d’ansia. E’ una fonte di rigenerazione energetica e di determinazione davvero potente.

 

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Vedere oltre la corazza

 

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Il supporto del Dao Yin

Considerando che il Nei Gong è un’attività che porta il focus verso l’interno, utilizzo anche il Dao Yin, una forma orientale di stretching molto elegante e morbido, per lavorare sulle corazze esterne che intrappolano l’energia vitale sulla superficie del corpo, coinvolgendo i canali energetici Tendino-Muscolari.

Il blocco del flusso vitale porta a molte forme di dolore, dalle articolazioni ai tendini. Il corpo si “chiude” per proteggersi dal mondo e dalle minacce esterne in generale, fino a rinchiudere (letteralmente) la persona in una gabbia rigida.

Essere come acqua significa anche “fluire” attraverso il corpo, quindi questi esercizi sono preziosi per contribuire a ri-aprire il corpo alla vita, al ciclo yin-yang, alle sensazioni… ma soprattutto all’impulso primario che arriva dall’interno.

 

Il Massaggio: accoglienza e guida

Infine, utilizzo un dolcissimo “stretching passivo” che ho chiamato Polaris Rebalancing®, per distendere e riaprire i binari energetici del corpo, attraverso l’energia canalizzata abbinata al respiro.

E’ un massaggio che si esegue sulla persona vestita, sblocca la libertà di movimento ma senza mai andare oltre ciò che il corpo, in quel momento, accetta di raggiungere. Polaris Rebalancing® è un’esperienza bellissima anche per il praticante, che inizia a muoversi seguendo le linee di forza del ricevente.

In questo trattamento è fondamentale la sintonia fra le due persone, in quanto l’operatore ha il compito di accompagnare il corpo e l’energia del ricevente, facilitando il rilascio ma senza interferire nel percorso individuale.

Se sei interessato a conoscere meglio il mio metodo di lavoro, oltre a leggere le pagine e gli articoli di questo sito puoi contattarmi per raccontarmi la tua storia e chiedere informazioni sulle mie consulenze e corsi.