Il coaching attraverso la Medicina Cinese

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Il coaching è l’applicazione alla vita quotidiana di un termine derivante dallo sport. “Coach” infatti significa allenatore: il coach è un supporto, un tutor che ha il compito di aiutare l’individuo a sfruttare al meglio i propri talenti, per trasformarli in azione concreta a proprio beneficio.

Ognuno di noi nasce con un corredo di potenzialità da sviluppare nel corso della vita, in accordo con il mandato della propria anima. Tuttavia, oltre alle potenzialità ci spettano anche delle sfide: esse hanno il compito di rafforzare la nostra essenza e personalità, per evolvere come esseri umani completi e spirituali.

Ed è proprio qui che nasce l’intoppo: molto spesso, infatti, le sfide ostacolano l’accesso ai talenti. Questo succede a causa della grande quantità di memorie cellulari (negative), che abbiamo incamerato; in parte esse derivano dal nostro percorso di vita (xie qi), in parte sono ereditate dalle generazioni precedenti (Zong Qi).

A cosa serve il coaching?

La nostra energia vitale (Qi), è in continua oscillazione. Grazie al respiro, al cibo, alla gestione delle emozioni, la nostra vita procede quotidianamente, ma a volte ci sentiamo più “carichi” e positivi, a volte ci sembra di trascinarci per tutta la giornata.

 

 

Questo ondeggiamento in sù ed in giù della vitalità è fisiologico, in quanto l’andamento dell’energia umana è ciclico: a volte siamo più yin (chiusi, introspettivi o tristi), a volte siamo decisamente yang (espansivi ed euforici, pieni di energia). Entrambi questi stati sono necessari, per poter mantenere l’equilibrio.

Il problema sorge quando l’energia si blocca in uno stato: secondo la Medicina Cinese, infatti, ogni volta che si crea una stagnazione nasce certamente un malessere, che può trasformarsi in malattia vera e propria.

La stagnazione nasce quando l’azione è contraria rispetto alla natura intrinseca dell’individuo. 

Se ci troviamo in uno stato simile, in cui uno o più aspetti della vita si sono incagliati, spesso non riusciamo a venirne fuori perché continuiamo a rigirarci nella situazione. E’ qui che interviene il coaching, cioè l’allenamento da parte di un operatore esterno, che ci aiuta a trovare la via d’uscita.

 

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Cosa fa il coach?

Anche se purtroppo le cose a volte si mescolano (e non dovrebbe accadere), il coach non è né uno psicologo né uno psicanalista, perché il suo obiettivo non è analizzare le origini o le motivazioni alla base del problema, ma individuare delle strategie, pratiche e concrete, per uscire dal loop.

 

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Ritrovare l’essenza ancestrale di sé

 

Queste strategie dovrebbero essere il più possibile coerenti con la natura interna della persona, in modo da facilitare il suo accesso alle proprie potenzialità innate, così da diventare armoniosamente “se stesso”, riconoscersi, dare vita alle sue capacità.

 

Chi è il coach spirituale?

Parlare di coaching spirituale non ha nulla a che vedere con la religione. La spiritualità dell’uomo è, in prima istanza, l’espressione della sua essenza profonda: chiunque faccia ciò per cui è nato esprime la sua spiritualità.

Molte persone, purtroppo, sono ingabbiate (per molti motivi), in una vita in cui sentono di non riuscire mai a trovare la propria strada. Dopo i 50 anni quest’urgenza si fa sentire molto di più, in quanto, anche se con tempistiche diverse, sia le donne sia gli uomini sentono il richiamo interno di conoscere (ma soprattutto ri-conoscere), profondamente ciò che sono.

Tuttavia, dopo metà vita trascorsa ad interpretare ruoli imposti dall’esterno, diventa complicato riuscire a sganciarsene per realizzare una diversa dimensione dell’essere. C’è la paura di perdere gli affetti, gli amici, di fare brutta figura se le cose non dovessero andare al meglio… insomma ci sono così tanti condizionamenti, che viene voglia di abbandonare il progetto sul nascere.

In questa fase avvicinarsi ad un percorso di coaching può essere la chiave di volta per poter trasformare la propria vita, senza rischiare di finire contro un muro.

 

Cos’ha a che vedere la Medicina Cinese Antica con il coaching?

Ripeto spesso che la Medicina Cinese (soprattutto quella antica, intrisa di significati simbolici), non è una semplice disciplina di studio, bensì un vero e proprio modo di “leggere” la vita ed il mondo in cui viviamo.

Comprendere i legami che collegano gli elementi fuori (yang) e dentro di noi (yin), infatti, è un modo per inquadrare gli schemi di pensiero ed azione che abbiamo costruito nella vita, in modo semplice ed intuitivo.

Siamo abituati a pensare alla medicina cinese come “erbe ed aghi”, ma c’è tutto un aspetto di profondità umana che, letto nel modo corretto, può dare tante risposte alle domande che abbiamo dentro di noi.

Molti passaggi di vita, che potrebbero apparire ostici se interpretati in modo razionale, assumono un loro perché, se sono osservati sotto la lente simbolica della Medicina Cinese Antica. Il percorso di studio, quindi, oltre a servire come strumento lavorativo per gli operatori, costituisce, prima ancora, un percorso di consapevolezza umana che può essere accessibile a chiunque sia in cerca di una strada armoniosa per la propria esistenza.

 

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Strumenti e percorsi

La lettura dei passaggi attraverso l’ottica taoista, è un mezzo rapido per individuare in quali momenti non abbiamo seguito la nostra vera natura interna essenziale, per dare spazio alle convenzioni. Vedere chiaramente la situazione è il primo passaggio che apre la porta alla comprensione e quindi al cambiamento.

Tuttavia si tratta di un cambiamento naturale, che segue la nostra indole profonda, e non un semplice passaggio da un condizionamento all’altro.

Il coaching che si avvale delle conoscenze di Medicina Cinese Antica, è rivolto ad aiutare la persona a rimettersi da sola in carreggiata, recuperando il corretto equilibrio fra yin e yang. Le tecniche sono solo gli strumenti pratici per questo passaggio, così come un muratore, per poter realizzare ciò che vede nella sua mente, necessita di mattoni e cemento, disposti secondo quanto la sua “arte” gli suggerisce.

 

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le forze della Natura sono dentro ed intorno a noi

 

Ecco perché fare coaching secondo la via taoista non è una tecnica ma un’arte: ogni operatore adotta gli strumenti secondo la sua essenza, il suo vissuto, la sua sensibilità personale. Le conoscenze possono essere applicate a qualsiasi metodo l’operatore decida di utilizzare: tecniche corporee, massaggio, meditazione, NEI GONG e qi gong, esperienze sciamaniche, ecc.

Ci sono diversi sistemi accessori che completano la visione: per esempio ci si può avvalere della numerologia cinese, oppure del Bazi che è l’analisi delle energie che si muovono e con cui la persona interagisce dal concepimento in poi (erroneamente chiamato “astrologia cinese”), oppure ancora del Libro dei Mutamenti (Yi Jing)… ognuno sceglie gli strumenti da usare, per dare all’individuo le indicazioni sui talenti, sulla personalità o su altri aspetti importanti della vita.

 

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Cosa significa essere un coach che usa la medicina cinese?

Il coach che si avvale di questo strumento vede l’individuo come un essere in cammino per realizzare la sua completezza (così come il Tao indica), coerentemente con la propria natura essenziale. Tutto questo avviene nella consapevolezza che ogni essere è diverso dagli altri, quindi per ognuno ci sono sfumature diverse da considerare ed evidenziare.

Inoltre, è importante che la persona sviluppi un rapporto armonioso con l’ambiente che lo circonda, diventando se stessa in modo naturale e contribuendo, così, alla realizzazione di una realtà più equilibrata.

Il compito del coach è guidarlo in questa scoperta, rispettandone l’indipendenza ed i tempi di apprendimento.

Se sei interessato a conoscere meglio i percorsi che puoi svolgere con il mio supporto, puoi contattarmi via mail all’indirizzo deborah.ruotadimedicina@gmail.com