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Il risveglio spirituale è l’accesso ad una dimensione che trascende i limiti dell’ego. Si tratta di un processo interno, il quale apre lo spazio all’espressione dello spirito, che possiamo anche identificare come “Sè Superiore”.

Come riconoscere il risveglio spirituale? Come comprendere se si sta verificando dentro di noi? Per riuscirci occorre, per prima cosa, distinguere una vera crescita spirituale da un semplice potenziamento delle abilità psichiche.

 

Il risveglio delle capacità psichiche non è una rinascita spirituale

Molte persone confondono lo sviluppo delle abilità metafisiche, presenti in tutte le persone a livello espresso o latente, con l’espansione spirituale. Queste capacità sono parte del patrimonio del cervello umano, anche se la nostra società non ci ha mai abituati ad utilizzarle.

Grazie ad un allenamento costante, ai corsi di formazione, alla guida di un mentore, ecc., le capacità psichiche possono essere riconosciute e padroneggiate da chiunque, anche se con diversi livelli di intensità, pur senza un vero e proprio risveglio spirituale.

Questi cosiddetti “poteri” dipendono dall’allenamento dell’epifisi (ghiandola pineale), una ghiandola endocrina collocata all’interno del cranio, che produce la melatonina (l’ormone che regola i ritmi circadiani, il ritmo sonno-veglia, ecc.).

A livello esoterico questa piccola ghiandola viene definita “Terzo Occhio” (nell’alchimia taoista Cortile Interno Giallo), ed identifica l’organo sottile che è in grado di percepire la realtà al di là della materia. Le discipline cosiddette “energetiche” sono riferite proprio a queste capacità extrasensoriali: Reiki, Pranopratica, Channeling, Theta Healing, Sciamanesimo, ecc.

 

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Il risveglio spirituale è qualcosa di diverso

Quando parliamo di “risveglio spirituale”, significa che l’espansione si verifica a livello del campo toroidale del cuore. Il cuore, in Medicina Cinese, è l’imperatore dei cinque elementi, lo Shen (fuoco) da cui nascono le entità spirituali di tutti gli altri elementi.

Oltre a ciò, a livello bio-elettrico il cuore ha un ruolo sensoriale fondamentale: ha una sorta di “cervello interno”, in grado di riceve informazioni dall’esterno prima ancora dell’intestino. Il cuore sincronizza tutto il corpo, radunando le informazioni complessive ed attivando la trasmissione delle sue onde di energia a tutti i sistemi.

Quando il cuore si attiva, prendendo il controllo che gli spetta, il dialogo mentale diminuisce in modo esponenziale,  lo stress scende portando un percepibile equilibrio emotivo… e la mente è più limpida, intuitiva, focalizzata sull’essenziale: tutto questo avviene a tempo pieno.

Il risveglio spirituale e il risveglio psichico, quindi, sono due aspetti molto diversi, che spesso vengono confusi, oppure sovrapposti come fossero la stessa cosa.

Durante un cammino di risveglio spirituale, si possono avere degli sprazzi momentanei di percezione dell’Uno infinito, del Wu Ji universale: questo è un avvenimento positivo, ma non è un segno di avvenuto risveglio.

 

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campo toroidale del cuore

 

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Spiritualità e risveglio: uscire dagli schemi dell’ego

 

Ognuno di noi nasce, muore e, di norma, vive ogni momento della sua vita, in compagnia di un gemello invisibile ma molto presente: l’ego. Secondo il taoismo, l’ego è ciò che “ereditiamo” attraverso il DNA (jing).

Comprende una serie di fattori costitutivi, schemi di pensiero ereditari, comportamenti registrati e potenzialità non espresse, che tutti insieme formano il nostro “io”. L’io (o sè) è sempre DUALE, cioè, per dirla in modo facile, ragiona per contrapposizioni.

Ecco degli esempi: quando, in un discorso, diciamo “io faccio (questo lavoro)”, oppure “io ho (questo problema)”, oppure ancora “io penso che….”, siamo nella dualità. Il nostro cervello, educato da millenni all’interpretazione dualistica, tende automaticamente a rendere tutto separato.

 

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onde dal cervello

L’ego desidera, cerca, vuole

Altri esempi: quando diciamo “faccio meditazione per creare energia positiva e far diminuire l’energia negativa”, oppure “vorrei ottenere il risveglio spirituale”, stiamo ragionando in modo duale, separato. Se pratichiamo una tecnica di guarigione energetica per contrastare un blocco di energia, stiamo ragionando per contrapposizioni.

Tutto questo è espressione dell’ego, anche se le intenzioni possono essere buone.

L’ego è una parte di noi che viene guidata dai bisogni e dai desideri. Il bisogno di riconoscimento, di sostentamento, di sicurezza, di autostima, di rispetto, di successo personale, di benessere, di ottenere cose, di sentirci importanti o utili agli altri, le paure, ecc… tutto questo è emanazione dell’ego.

Lo Spirito, invece (e non lo intendo in senso religioso ma semplicemente umano), è calmo, aperto, equilibrato, non passa da un bisogno all’altro perché vive in uno stato di “essere”.

Il pensiero, che per sua natura è vorticoso, arriva dall’ego. Lo spirito, invece, non insegue nulla: sa.
Non cerca il risveglio spirituale: egli stesso è il risveglio.

 

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Il risveglio spirituale e la depressione

Molti cercatori spirituali, soprattutto se poco esperti, attraversano fasi depressive. Questo potrebbe far pensare che il risveglio spirituale possa anche portare alla depressione. Ma non è così.

Quando la rinascita spirituale è autentica, cioè è avvenuto quel passaggio alchemico che porta la “collocazione” della coscienza nel cuore e non più nella testa, non può esistere la depressione. Questo perché l’energia è perfettamente centrata nella sua essenza, avendo superato i desideri e i bisogni.

Invece, succede molto spesso che i praticanti in fase di potenziamento delle abilità psichiche incontrino fasi altalenanti, caratterizzate da alcuni di questi inconvenienti: perdita della voglia di fare qualunque cosa, visione negativa, indolenza, invidia, competizione, senso di superiorità spirituale… Questi sono solo i segnali, piuttosto evidenti, della MANCANZA DI RADICAMENTO (di sicuro, comunque, non è avvenuto alcun “risveglio”).

Per fare un efficace radicamento non basta qualche “visualizzazione creativa in cui ci si collega alla terra” (visualizzazione= sforzo ulteriore della ghiandola pineale). Occorre, invece, lavorare intensamente con il corpo fisico e con il respiro. Uno dei metodi più semplici è camminare a passo sostenuto, almeno 30 minuti al giorno.

Quindi non stiamo parlando affatto, in questi casi, di “depressione”, che è un quadro clinico ben preciso, ma semplicemente di scompenso energetico.

 

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allineamento cielo-terra

 

Segnali per identificare l’evoluzione interiore e segnali di non-risveglio

I segnali del risveglio spirituale sono molto semplici da individuare: nel momento in cui saremo davvero “risvegliati”, non ci importerà un accidente di capire se lo siamo, oppure no. Problema risolto.

Fin quando saremo in cerca dei segni della rinascita interiore, potremo stare tranquilli: la strada da percorrere è ancora lunga.

L’aspetto importante da controllare, invece, è se, di tanto in tanto o spesso, si presentano i segnali dell’ego (anima inferiore), che sono molto tenaci e difficili da estirpare, in quanto fanno parte della nostra stessa natura umana.
Eccone alcuni.

  • Sentirsi “dalla parte dei buoni”. Nel Tao non esiste il giudizio morale tra buono e cattivo. Esistono la completezza e l’incompletezza. Il percorso spirituale consiste nel diventare, ogni giorno di più, completamente autentici.
  • Definirsi “operatore di luce”, “strumento del divino”, “persona spirituale”. Ciò che è non ha bisogno di definirsi. Le definizioni “superiori” sono opera dei desideri dell’ego, per ottenere riconoscimento del proprio valore.
  • Atteggiarsi in modo “buonista”. La bontà ed il buonismo sono cose molto diverse. La seconda è di facciata (l’esempio è il sorriso di plastica che compare, a volte, nei praticanti che reprimono le emozioni). La bontà vera (autentica), può anche includere le espressioni di ribellione o rabbia. Il “buonismo” è la negazione dell’energia oscura, la quale, tuttavia, è anch’essa parte dello spirito universale.
  • Credere di essere “speciali” rispetto agli altri, anche senza dirlo apertamente. Questa è una “trappola” che riguarda, spesso, i gruppi spirituali dove si riuniscono tante persone, oppure gli individui che leggono molti libri in tema, o si dedicano intensamente a pratiche energetiche. Ricordiamo sempre che praticare discipline naturali è un talento come un altro, non un “dono divino”.

 

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Come iniziare un percorso di rinnovamento spirituale?

Seguendo le indicazioni del Tao, il concetto di persona “Zhi”, cioè arrivata, completa, è molto simile al concetto di “Zheng”, cioè genuino, autentico.

Il percorso per arrivare all’illuminazione spirituale passa, sicuramente, dall’essere, prima di tutto, una persona completa. La completezza implica la piena espressione della propria essenza, unita al superamento di tutte le “lezioni” (sfide), incontrate nella vita.

Il primo passo, pertanto, è quello di conoscere profondamente se stessi ed esprimere le proprie capacità per “necessità interiore”, non per il desiderio di arrivare a qualcosa o ad un riconoscimento (qualsiasi esso sia).

La persona autentica è totalmente connessa con l’universo e realizza un’unità indivisa con il proprio qi e con lo spirito.

Da cosa si parte per arrivare a questo livello di raffinatezza energetica?

Si parte dalla centratura nel Sè. Questa centratura si può ottenere grazie alla pratica regolare del Qi Gong (soprattutto quello chiamato “Medico”)  e del Nei Gong. Gli esercizi sviluppano, gradualmente, la connessione totale e continua con la propria essenza, il cui punto di partenza è il Dantian Inferiore.

Attivando i meccanismi connessi con L’ENERGIA INTERNA, si accende la miccia per un cammino, lungo ma entusiasmante, verso il vero risveglio spirituale.

 

 

 

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