Mi sento bruttissima! La “dismorfofobia” in medicina cinese

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Mi sento bruttissima! Ti è mai capitato di pensare questa frase, mentre eri di fronte allo specchio a prepararti per uscire a lavorare, a fare la spesa o per una semplice cena da amici? Ebbene ti farà piacere sapere che non sei realmente brutta, ma hai solo una percezione falsata di te determinata da condizionamenti esterni, che si chiama “dismorfofobia”.

Se sei una persona che si sente spesso “fuori posto” o non adeguata, senza un motivo reale e concreto, questo articolo è dedicato a te.

La dismorfofobia è un problema generato dall’esterno

Viviamo in un mondo in cui gli standard di bellezza cambiano continuamente, ecco perché può essere molto facile sentirsi “non all’altezza”.

Gli standard di bellezza sono stati presenti in ogni cultura e in ogni epoca storica. Tuttavia, negli ultimi decenni, i media hanno iniziato ad imporre sempre di più questi standard come se fossero universali e immutabili.

Le più colpite sono le donne, che vengono spinte a conformarsi a questi standard, i quali spesso implicano una certa forma del corpo, un certo tono della pelle, un certo tipo di capelli, un certo modo di vestire… e nei casi estremi precisi comportamenti “alla moda”.

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chi si sente brutto si paragona agli altri, a proprio sfavore

 

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Ma anche sul versante opposto non è che gli uomini siano esenti da questo tipo di pressione: molti hanno il problema di sentirsi brutti, così cercano di adattarsi alle aspettative della società, per quanto riguarda il loro aspetto fisico ed il loro atteggiamento. Insomma… ce n’è per tutti.

Questo continuo bombardamento che proviene dall’esterno mira ad allontanarti dal contatto con il tuo centro interiore, creando un senso di inadeguatezza nei confronti del tuo aspetto fisico, che potrebbe spingerti a cercare di cambiare (o nascondere), le tue caratteristiche uniche.

Come si dice quando una persona si sente brutta?

Questa visione distorta di sé si chiama “dismorfofobia”. Tutto ciò che non è perfetto (in base ai condizionamenti imposti da fuori), appare disprezzabile, al punto da diventare un’ossessione.

Se in qualche situazione ti sei sentita bruttissima (o bruttissimo) almeno una volta, hai sperimentato cos’è la dismorfofobia.

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Sentirsi brutti: un disequilibrio fra yin e yang

L’equilibrio energetico si appoggia sul flusso libero fra le energie yin e yang. I momenti di “chiusura in noi stessi”, in cui possiamo analizzare in profondità il nostro modo di essere, si alternano all’espressione esterna della propria individualità, in modo spontaneo e personale.

L’ossessione per la perfezione fisica porta l’autocritica ad un livello esagerato, togliendole quel sano ruolo di “guida” che ti induce a migliorarti come persona, per trasformarlo in un giudice spietato e senza criterio. Lo yin viene esasperato, creando un grave disequilibrio.

Quando l’energia viene bloccata in una sola posizione (sia essa yin oppure yang), nasce la malattia. Nel caso del perfezionismo, prima si manifesterà con graduali disturbi emotivi, eccesso di pensieri, preoccupazione, blocchi espressivi ecc., ma successivamente i polmoni, fonte dell’energia circolante nei meridiani, cominceranno ad accusare il soffocamento del respiro vitale.

Alla lunga il ristagno si trasformerà in umidità, che finirà con l’intasare gli organi creando problemi di salute sempre più difficili da risolvere.

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Medicina Cinese

 

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I pensieri ossessivi ti fanno sentire brutto

Il pensiero (movimento legato all’elemento Terra), ha due facce: la prima è quella più nobile, cioè la riflessione, che ci aiuta a migliorare le dissonanze ed esprimere armoniosamente il nostro carattere unico. In questa modalità interviene anche il Cuore, depositario del nostro mandato di vita e custode degli “spiriti” degli organi (Shen).

Il pensiero nobile è il supporto per esprimere la fedeltà a noi stessi, ma offre anche spazio di evoluzione all’essenza che ci rende vivi, superando le sfide per esprimere la virtù.

La seconda faccia del pensiero, molto meno elevata, è l’ossessione. Le idee fisse, le preoccupazioni, i desideri martellanti, creano un sovraccarico sulla Terra. Una delle caratteristiche del pensiero “in loop” (ossessivo), è che non si accontenta mai.

Il dismorfismo è il tipico esempio di ossessione. Qualsiasi cosa si faccia per sentirsi più attraenti, finisce sempre per aumentare il senso di insicurezza. Nasce sempre un nuovo “difetto”, peggiore del primo, che impedisce di sentirsi a proprio agio.

Quindi, il pensiero “mi sento bruttissima”, o “mi sento bruttissimo”, resiste, provocando la costante mancanza di apprezzamento verso se stessi. 

Cuore ed intestino ne fanno le spese, quando ti senti brutto per troppo tempo

Ci sono anche dei buono motivi “di salute”, per uscire dal loop delle ossessioni sull’aspetto fisico. La preoccupazione continua su un “problema”, come può essere quello di sentirsi brutti, con l’andare del tempo cronicizza, creando stress.

Lo stress è uno dei disturbi che danneggia direttamente l’intestino, poiché (come è stato sperimentato negli ultimi 10 anni dagli studiosi), destabilizza la composizione del microbiota intestinale.

Per effetto della mutata composizione microbica, che ha un effetto importante sull’equilibrio interiore, nel tempo si aggiungono altri effetti negativi sulle emozioni e sul pensiero, tra cui: depressione, senso di colpa, insonnia, ecc.

Contemporaneamente, secondo i principi di Medicina Cinese Classica, a farne le spese è il cuore. Non solo dal punto di vista spirituale (espressione creativa della propria individualità), ma anche fisiologico.

 

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Un esempio di “bellezza simmetrica”: Denzel Washington. Si vede chiaramente che l’emanazione personale è aumentata, dopo la comparsa delle imperfezioni dell’età.

 

 

Sei preoccupato di non piacere a qualcuno?

Un celebre detto recita che “la bellezza è negli occhi di chi guarda”. Se intorno a te ci sono persone critiche, che cercano di sminuire la tua autostima, dar loro retta non farà altro che peggiorare la situazione.

Non è cambiando continuamente ciò che sei che ti farà ottenere ammirazione, ma facendo esattamente il contrario, cioè consolidando la tua essenza vera e profonda. Chi disprezza gli altri spesso è una persona con una pessima visione di se stessa, che proietta all’esterno.

Ognuno di noi detesta vedere se stesso (soprattutto i difetti) espressi dagli altri. E’ come guardarsi allo specchio. Spesso una persona molto insicura tenderà a colpire duramente tutte le persone insicure che vede intorno a sé, un po’ come farebbe un bullo.

Ecco perché la miglior difesa è… tenerti stretto (ma soprattutto arricchire e coltivare), ciò che sei. Continuare a dirti “mi sento bruttissima” (o bruttissimo), significa annullare le cose belle con cui sei nata o nato. E tutti ne abbiamo, fidati!!!!

Coltivare la propria essenza unica: ecco perché essere diversi è una buona cosa.

Il concetto di “essenza unica” esula dall’aspetto fisico.

La bellezza perfetta (quella che ci propinano i media in modo pressante), è intrisa di banalità. Piacevole da ammirare per un po’… ma alla lunga stanca perché non offre spunti di evoluzione, elementi di cui la nostra natura umana necessita.

L’armonia VIVENTE ha bisogno di… dissonanze, di asimmetrie. Una musica rilassante è tale anche grazie ai silenzi che ci sono fra una nota e l’altra.

Che cosa succederebbe se coltivassi la tua essenza unica, invece di cercare di adattarti ad un certo stampo? Se celebrassi le tue differenze invece di cercare di nasconderle? La verità è che essere unici, o se preferisci “diversi”, è una cosa positiva. È ciò che ci fa risaltare e ci distingue da tutti gli altri.

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Esprimere l’essenza

 

Tuttavia, per esprimere questa diversità devi spostare l’attenzione, smettendo di focalizzarti solo sull’aspetto fisico superficiale, perché ciò che fa davvero la differenza, cioè crea il fascino, non è la bellezza esteriore ma ciò che una persona “emana”.

Ciò che emani, cioè la tua energia personale, non ha nulla a che vedere con l’apparenza. Intendiamoci: non è una brutta cosa cercare di migliorarsi, ma non ha senso porsi degli obiettivi immaginari ed irraggiungibili. Meglio utilizzare ciò che possiedi già per tua natura.

Quando impariamo ad esprimere la nostra natura unica, possiamo finalmente abbandonare la pressione di doverci conformare per essere semplicemente noi stessi. Quando abbracciamo la nostra unicità possiamo davvero brillare a modo nostro, ed è questo ciò che conferisce fascino alla nostra persona.

La tua parte yang, quella mostrata al mondo, dipende anche da come coltivi lo yin, la tua parte più nascosta, quella costituita dai talenti e dalle virtù. Questi sono gli aspetti che rendono realmente “bella” (o no) una persona.

 

Consigli taoisti per smettere di sentirsi brutti

La filosofia taoista esalta molto l’autocoltivazione e l’espressione della propria essenza. Il punto di arrivo è diventare un essere umano “completo”, Zheng Ren. La sede elettiva dell’essenza è anche l’area dove si colloca il “centro” della persona.

Ecco alcune pratiche che ti aiuteranno a coltivare la tua bellezza vera.

 

  • Porta l’energia “in basso”
    Il pensiero ossessivo separa dal proprio dantian, che è il luogo spirituale dove l’essenza prende dimora. Gli esercizi sul respiro, e quelli che potenziano il Dantian, ti aiutano a dare forza ed ampiezza ai tuoi aspetti positivi, calmando i pensieri nel giro di poco tempo.

L’attività che propongo nelle mie lezioni è il NEI GONG (metodo Iwakura®), una tecnica di meditazione corporea che riconnette con il proprio centro interiore. 

 

  • Coltiva le capacità con cui sei nato
    Quali sono i tuoi talenti? Li conosci? Se non li conosci puoi iniziare da qui: scoprire i tuoi aspetti particolari, quelli che hanno il preciso compito di conferire “spessore” alla tua personalità.
    Molto spesso si costruiscono i propri talenti copiando da quelli degli altri, ma non tutti siamo nati per fare le stesse cose. Cerca e trova ciò che ti rende unico.

Se non sai, di preciso, quali siano i tuoi talenti innati, puoi richiedere una seduta di Bazi, grazie alla quale potrai conoscere i tuoi punti di forza, ed imparare come portarli alla luce. 

 

  • Smetti di farti dire dagli altri come devi essere
    Se chiedi a dieci persone diverse di indicarti quali sarebbero gli aspetti che devi coltivare o correggere, ognuna di loro ti darà un diverso parere, basato su ciò che vorrebbero da te. Ma non è detto che questo sia la cosa migliore PER TE. Quindi, dai spazio alla tua guida interiore ed affronta la sfida di essere te stesso seguendo un tuo stile personale, senza preoccuparti di cosa possono pensare gli altri.

 

  • Lavora sul tuo stile di vita.
    Prendere le redini delle tue abitudini in fatto di opinioni, scelte, cibo, ecc. rende la tua energia personale più definita. E’ come aumentare i muscoli grazie all’allenamento in palestra. Chi è centrato nel suo stile di vita personale, non si sente brutto perché il pensiero è ben radicato nel Dantian.  Sembra una cosa da poco, ma in realtà i suoi effetti sono importanti, per esempio una persona che sta percorrendo il SUO cammino ha uno sguardo molto più luminoso, rispetto ad una che non lo fa.

 

Sentirsi a proprio agio rende sicuramente più belli, non tanto perché il nostro aspetto cambi, ma soprattutto perché cambia il nostro punto di vista su noi stessi.