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Reni e Medicina Cinese: una respirazione energizzante – La Ruota di Medicina

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Nell’antica Medicina Cinese i Reni sono gli organi chiave dell’elemento ACQUA. Acqua significa essenza, potenzialità, freddo, discesa verso il profondo.

Ma c’è un altro aspetto fondamentale: l’acqua è l’energia ancestrale che abbiamo ricevuto dall nostro albero genealogico, ovvero il DNA, la forza ereditata dal passato e dagli avi. Questa scintilla vitale viene conservata nel rene sotto forma di energie sottili, l’organo ne è il custode.

L’emozione connessa con il rene è la paura. In particolare riferita alla “paura esistenziale“, quella istintiva, collegata alla sopravvivenza. Ovviamente al giorno d’oggi non ci troviamo più in pericolo di vita nella stessa maniera dei nostri antenati, che potevano morire di fame, di peste o per l’attacco di una tribù vicina.

Tuttavia i meccanismi registrati e messi in atto sono gli stessi. Oggi la nostra paura di morire si dirige prevalentemente verso il lavoro (denaro), che è la fonte del sostentamento, poichè la nostra realtà ci rimanda una forte ansia a questo livello.

Qualcuno si sente minacciato dalle persone diverse da lui, dagli stranieri, da certi animali… non importa quanto questa paura viene controllata, o quanto prende il sopravvento: tutti ne provano una qualsiasi, anche chi la nega.

 

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Ansia ed attacchi di panico: il rene

Le forme espressive più presenti ai giorni nostri sono le varie forme di ansia, che possono talvolta sfociare in veri e propri attacchi di panico oppure fobie.

In questi casi l’energia del rene viene rapidamente prosciugata, lasciando la persona spossata, scarica, senza energia. Ma anche nei casi in cui le manifestazioni sono più lievi e serpeggianti, senza picchi vistosi, la paura contribuisce a consumare, o meglio a far letteralmente evaporare, l’energia vitale dell’individuo.

 

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Il modo migliore per “curare” l’energia del rene è condurre una vita rilassata e tranquilla. Considerato il fatto che oggi come oggi è assai complicato da realizzare, ecco un esercizio semplice ma molto efficace, per “ricaricare” il rene come una batteria.

Questo non significa che non abbiamo la necessità di rallentare il ritmo… anzi. Tuttavia funziona molto bene come “rimedio di emergenza” per i momenti di maggiore stress, o quando ti senti sotto pressione.

 

La respirazione renale

> Siediti sulla punta di una sedia, con le gambe rilassate e divaricate (non troppo, devi stare comodo). Mantieni la schiena ben eretta.

> Appoggia le mani sui reni (ti aiuta nell’esercizio), ma se questa posizione è scomoda appoggiale sulle gambe.

 

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> Chiudi gli occhi, immagina di poter vedere i reni dentro il tuo corpo, ed inizia a respirare.

> Inspira lentamente con il naso, contando fino a 3, poi espira lentamente con la bocca contando fino a 6.
Mentre inspiri immagina di inalare energia: aria fluida come un liquido, pulita e luminosa come una giornata limpida nella Natura. Immagina di dirigere questo fluido nei reni.
Mentre espiri, immagina di buttare fuori l’energia scura, sotto forma di macchie nere, che esce dai reni e viene eliminata dal corpo.

Bastano pochi minuti di questa respirazione, per cambiare la percezione di te stesso dall’interno.

 

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Questa pratica ti aiuta in quei momenti in cui devi affrontare un problema, una riunione faticosa, un conflitto, un colloquio di lavoro o qualsiasi altra situazione che genera in te dell’ansia. Ti fa sentire più centrato e forte;  ti sorregge per mantenere un atteggiamento positivo e costruttivo;  ti protegge dal subire la tensione dell’ambiente circostante.

 

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Circa l'autore:

L'interesse per le discipline naturali è nato per eredità familiare: farne il mio lavoro è stato un "fuori programma", un mix che ha unito la passione per questi metodi e la natura di scrittrice. La spada giapponese mi trasmette la forza e la determinazione per non cedere alla pigrizia, ma sono le giornate di sole vento a caricarmi le batterie alla grande. Adoro fare formazione sia in aula sia a distanza, perchè imparo ogni giorno qualcosa di nuovo che arricchisce l'esperienza. Per questo un corso, anche se si ripete, non è mai totalmente identico al precedente.
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