Sentirsi stanchi e tristi …dipende davvero dalla mente o c’è qualcosa di più?

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Quando sentirsi stanchi e tristi diventa una consuetudine quotidiana, è il momento di chiedersi se l’origine è solo a livello emotivo (in questo caso occorre individuare la causa), o se si tratta di un problema molto più semplice, che potrebbe risolversi con pochi cambiamenti.

Se sei tra le persone che, in questo periodo, si svegliano più stanche di quando sono andate a dormire, sicuramente questo articolo ti aiuterà a fare un po’ di chiarezza… e magari ti regalerà anche una rivelazione.

Sentirsi stanchi e tristi in tempi di pandemia

L’ultimo anno ha rappresentato un vero e proprio tour de force per tutti noi, imponendoci uno stile di vita completamente diverso. L’isolamento forzato, i rapporti personali e professionali gestiti per ore ed ore in videochiamata, la mancanza di calore umano tangibile, senza contare i timori e le paure sul futuro.

Tutto questo ha provocato una vera e propria paralisi interiore, in cui le persone si sentono prive di una centratura solida, sballottate tra decreti e notizie allarmanti, opinioni pro e contro, ma soprattutto con uno spettro davanti agli occhi: la paura della povertà.

In un contesto così surreale degno delle ambientazioni di Orwell, il corpo emotivo inizia a cercare di difendersi, separandosi dalla percezione fisica nel tentativo di attutire il disagio.

Nasce così un blocco energetico, da cui sorge il senso di tristezza e di abbandono che, gradualmente, dilaga come un’ombra, privando le persone della capacità di elaborare idee e progetti.

Tutto questo, più o meno direttamente, in seconda battuta è collegato alla mancanza di spostamenti. E’ vero che lavoriamo lo stesso anche da casa, ma passare dalla sedia al divano non può essere considerato “movimento”. In che modo il movimento e la tristezza si considerano collegati?

Proseguiamo…

 

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La forza vitale in medicina cinese: un equilibrio di flussi yin e yang

La medicina cinese parla di stanchezza mentale…

A volte, il fatto di sentirsi stanchi e tristi deriva dal fatto di condurre una vita troppo sedentaria. Tutto questo trova una spiegazione nella struttura e funzione dei meridiani dell’energia, ed in particolare dei vasi straordinari, che sono i veri e propri serbatoi di vitalità che abbiamo nel corpo.

In questo video ti spiego come e perché la stanchezza mentale, la tristezza e la rabbia sono collegati alla mancanza di movimento:

 

 

Quindi come possiamo, tutti noi, prevenire l’offuscamento dei pensieri e la nascita di sentimenti negativi, autosabotaggi e fiacchezza del corpo e della mente?

Occorre lavorare  sull’energia yin e yang. Te ne parlo nel prossimo paragrafo.

 

Yin e yang: la bilancia che regola la nostra energia

Semplificando, la nostra energia vitale è suddivisa in due polarità principali: quella ricettiva e quella espressiva. In altre parole: caldo e freddo. Il caldo è espansione e movimento (yang), il freddo è contrazione e staticità (yin).

Perché il flusso vitale possa scorrere in modo sano e mantenerci in equilibrio, le due forze, yin e yang, devono alternarsi ritmicamente e non prevaricarsi a vicenda. In caso contrario è inevitabile che il “troppo” o il “troppo poco” siano causa di squilibri e malesseri a vari livelli.

Stando chiusi in casa per molti mesi, rimanendo seduti ad un tavolo per ore ed ore ogni giorno a causa del lavoro a distanza, si è verificata una disastrosa predominanza delle forze yin, con una serie di conseguenze tipiche di questa polarità: ristagno energetico, tristezza, chiusura, staticità fisica e mentale, frustrazione, PAURA, ecc.

 

Per prevenire il disagio e il sentirsi stanchi e tristi occorre potenziare lo yang

Lo yang è movimento, per questo fare delle camminate a passo regolare e deciso aiuta a contrastare la tristezza, la rabbia e l’annebbiamento mentale. Inoltre fa un gran bene al metabolismo!

Ogni volta che è possibile occorre uscire di casa, anche solo per fare una commissione a piedi. Già da subito l’umore migliora e la mente si schiarisce. L’effetto è immediato.

Inoltre, uno dei metodi che agiscono in modo mirato direttamente sulle energie yin e yang è il Metodo Iwakura®, dove gli esercizi nati dalla Medicina Tradizionale Cinese agiscono in profondità nel ripulire i meridiani e ricaricare l’energia e la vitalità.

 

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Per ritrovare l’energia ricarica le batterie dei meridiani con il giusto tipo di movimento

 

Perché anche gli operatori olistici, con l’andare del tempo, tendono a sentirsi scarichi di energia?

Uno dei problemi ricorrenti che mi riferiscono gli operatori olistici, ma in particolare quelli specializzati nelle TECNICHE DI TIPO VIBRAZIONALE, è proprio uno stato di stanchezza energetica.

Questa situazione predispone ad assorbire le energie negative che intasano gli ambienti, o che derivano dalle persone trattate.

L’origine è, anche in questo caso, l’eccesso di attività yin (ricezione, canalizzazione, meditazione statica, ecc.), che non viene controbilanciato da un’equivalente attività yang (movimento fisico).

Per non rischiare di dover ridurre l’attività lavorativa a causa del sentirsi stanchi e tristi, è indispensabile introdurre nelle proprie pratiche delle attività yang. Per questo, per gli operatori olistici in particolare, Iwakura® è il metodo che aiuta a tenere sotto controllo l’equilibrio energetico, per mantenerlo sempre ai massimi livelli.

In sostanza, l’equilibrio umano è sempre generato dalla giusta misura: questo riguarda anche le energie con cui, in seguito alle scelte di vita e di lavoro, oppure agli eventi della vita, dobbiamo rapportarci ogni giorno.

 

 

Leggi anche : il Metodo Iwakura per contrastare l’energia vitale bassa. 

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Circa l'autore:

L'interesse per le discipline naturali è nato per eredità familiare: farne il mio lavoro è stato un "fuori programma", un mix che ha unito la passione per questi metodi e la natura di scrittrice. La spada giapponese mi trasmette la forza e la determinazione per non cedere alla pigrizia, ma sono le giornate di sole vento a caricarmi le batterie alla grande. Adoro fare formazione sia in aula sia a distanza, perchè imparo ogni giorno qualcosa di nuovo che arricchisce l'esperienza. Per questo un corso, anche se si ripete, non è mai totalmente identico al precedente.
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