La storia del caffè profuma di incenso

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La storia del caffè si intreccia con quella dell’incenso. In particolare il lubanja, un incenso aromatico e dolce che allieta proprio la cerimonia del caffè.

 

Una storia del caffè … forse non l’unica ?

Un’antica leggenda etiope, racconta la storia di un pastore di nome Kaldi, che ogni giorno portava il suo gregge di capre a pascolare. Un giorno vide una delle capre mangiare le bacche rosse di un arbusto verde e lucente. Subito dopo l’animale cambiò comportamento, diventando più vivace e nervoso.

storia del caffè 1

 

Così Kaldi, nei giorni a venire, tenne d’occhio il gregge. Nel frattempo altre capre si erano avvicinate alla pianta dai frutti rossi: tutte, dopo averne assaggiato i frutti, diventavano irrequiete e indisciplinate.

Siccome la curiosità era molta, Kaldi si avvicinò alle bacche e ne assaggiò una. Il gusto era gradevole, ma anche lui poco dopo iniziò a sentirsi energico ed attivo, al punto da non poter dormire la notte.

 

Dal proibito al sacro: nasce il caffè.

Una delle versioni della leggenda, narra che a questo punto Kaldi prese le bacche e le portò in monastero da un santone islamico, per avere spiegazioni. Ma il santone proibì l’uso delle bacche, gettandole nel fuoco.

In pochi minuti si sprigionò in tutto il monastero un profumo invitante. I chicchi furono immediatamente tolti dal fuoco e sbriciolati per farne una bevanda: nacque così il caffè, uno degli “infusi” più celebri ed amati in tutto il mondo.

In Etiopia la cerimonia del caffè è un rito di grande importanza che viene svolto tre volte al giorno: ricevere l’invito a partecipare ad una cerimonia familiare è segno di una grande stima, e bisogna guardarsi bene dal rifiutare.

 

Dai chicchi al caffè, il racconto della cerimonia

Il rituale dura circa mezz’ora in tutto, durante la quale i chicchi vengono tostati in una padella, poi sminuzzati nel mortaio, miscelati all’acqua calda e filtrati tre volte.

Poi sono versati nelle tazzine, sprigionando un aroma dolce e leggermente vanigliato. E’ un momento di grande sacralità ed unione spirituale: uno dei punti focali della cultura etiope e yemenita.

La storia del caffè è affascinante proprio per questo aspetto mistico, che è molto lontano dal consumo veloce al bar a cui siamo abituati.

Durante tutta la cerimonia, nell’aria si diffonde il profumo della resina di Lubanja.

 

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Incenso Lubanja: dolcezza e rilassamento

storia del caffè 3La resina di lubanja (styrax benzoin), viene anche chiamata “il benzoino dolce” e si estrae per incisione dalla corteccia della pianta.

Nell’antica medicina tradizionale veniva utilizzata per le sue proprietà rilassanti e calmanti, quindi regala una grande serenità mentale che facilita il sonno.  Alla sera, in particolare, viene bruciata insieme a sandalo e cannella.

E’ un ottimo scaccia-pensieri negativi, con un delicato retro-aroma che ricorda la vaniglia. La puoi usare anche in associazione con altri incensi dal profumo più intenso, per mitigarne la fragranza.

 

L’aiuto per risolvere un problema

Ora che conosci le proprietà del Lubanja, ecco come puoi usare questa resina granulare… anche senza bere il caffè.

Hai un problema che ti assilla? Hai una decisione da prendere? Ti suggerisco una piccola cerimonia in cui utilizzerai proprio questo incenso.

 

OCCORRENTE. Prepara carta e penna, un contenitore di metallo, un accendino e il bruciaincensi. Ti serve anche un carboncino e qualche pezzetto di resina di lubanja.

Siediti comodo (meglio se la luce è soffusa). Con molta lentezza inizia ad accendere il carboncino. Quando è incandescente, appoggialo sul bruciaincenso e aggiungi la resina. Allontana di una trentina di centimetri il bruciaincensi da te; inizia a respirare lentamente, focalizzando l’attenzione sul tuo corpo che respira.

 

Niente altro, solo respiro: lento e rilassato.

 

Dopo qualche minuto prendi carta e penna. Scrivi:  « Io … (tuo nome)… trovo la soluzione più giusta e semplice per il mio problema: ……………. (riassumi il problema che vuoi risolvere, in poche parole). Sono aperto ad accettare la migliore soluzione possibile qui e ora. Grazie. »

 

Ora che hai focalizzato l’intento…

 

Leggi attentamente quello che hai scritto (se sei da solo puoi farlo ad alta voce), poi brucia il foglietto nel contenitore di metallo. Attendi che sia bruciato tutto. Poi immagina il tuo problema che diventa una sfera e si allontana sempre di più, fino a scomparire.

Nei giorni successivi, fai attenzione alle circostanze che ti capitano: rimani aperto ai “casi” che potrebbero verificarsi, alle intuizioni, agli incontri fortuiti. Infatti, dopo avere liberato la mente, sarai molto più sensibile nel trovare le giuste combinazioni.

Ecco: dalla storia del caffè abbiamo tratto un rituale positivo che potrai realizzare ogni volta che ti occorre focalizzare un’idea.

 

Vuoi raccontarmi come è andata? Puoi farlo nei commenti oppure scrivermi una mail.

 

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Circa l'autore:

L'interesse per le discipline naturali è nato per eredità familiare: farne il mio lavoro è stato un "fuori programma", un mix che ha unito la passione per questi metodi e la natura di scrittrice. La spada giapponese mi trasmette la forza e la determinazione per non cedere alla pigrizia, ma sono le giornate di sole vento a caricarmi le batterie alla grande. Adoro fare formazione sia in aula sia a distanza, perchè imparo ogni giorno qualcosa di nuovo che arricchisce l'esperienza. Per questo un corso, anche se si ripete, non è mai totalmente identico al precedente.
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