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Vampiro energetico: se ti “aggancia” il problema sei tu

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Vampiro energetico? Si, esattamente: questo è un termine in uso per descrivere una persona apparentemente “normale”, che tuttavia tende facilmente ad assorbire dagli altri l’energia vitale, mentale ed emotiva agendo come un parassita.

Il suo carattere manipolatore fa leva sulle debolezze emotive o mentali degli altri, rubandone la forza per la propria sopravvivenza, invece di creare da solo il proprio potenziale energetico.

A tu per tu col vampiro

vampiro energetico 2Quando ti trovi a tu per tu con un vampiro energetico, di solito anche il contatto più superficiale (ad esempio una chat o una telefonata) diventa un modo per “agganciarti” ed iniziare ad assorbire la tua energia.

La sensazione che ti lascia, a lungo andare, è di svuotamento, stanchezza, negatività, privazione dell’autostima. Nei casi più forti potresti vivere uno stato temporaneo di affaticamento totale, confusione mentale, marcata svogliatezza.

Questo avviene a maggior ragione se lo incontri di persona. Quasi tutti i “vampirizzati”, dopo l’incontro con un parassita, riferiscono di sentirsi molto stanchi e demotivati, a volte nervosi o addirittura arrabbiati.

 

Il vampiro energetico è di un solo tipo

 

Leggo spesso post e lunghi elenchi di tipologie vampirizzanti. Ma non concordo con queste suddivisioni: il vampiro energetico è di un solo tipo.

Questo personaggio, infatti, fa leva sul tuo punto debole, su un blocco energetico o su una carenza che può fornirgli un facile punto di contatto. Il vampiro si adatta, usa il metodo a cui sei sensibile.

Di solito, come tutti i predatori, cerca anche di isolarti dal gruppo: questo avviene con la critica verso gli altri membri del gruppo, oppure con sottili insinuazioni di dubbio che possono minare i rapporti con gli altri.

Difficilmente prende una posizione apertamente ostile, perché questo attiverebbe il tuo censore interno mettendoti sulla difensiva.

 

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Le protezioni

 

vampiro energetico 4Come ben sai non ti serve girare con una collana di teste d’aglio. Ma purtroppo anche quelle che vengono indicate come “tecniche di protezione psichica” non funzionano, o lo fanno solo temporaneamente.

Il concetto di “protezione” si basa sul presupposto che il cattivo è fuori, e tu devi creare delle barriere per fermare il nemico. Barriere di energia, scudi, simboli… ognuno segue una procedura diversa, ma tutte si equivalgono.

Però ora fermati un attimo a pensare: abbiamo appena detto che il vampiro si aggancia sulle tue debolezze. Quindi?…

 

Il problema non è lui: sei tu

 

Il vampiro energetico esiste perché esistono persone che hanno dei BISOGNI. Il vampiro si intrufola attraverso la porta aperta di un bisogno: una carenza, una frustrazione, un desiderio più o meno nascosto…

I tuoi punti di vulnerabilità aprono il passaggio per raggiungerti, e… sì: sono un invito a banchettare con la tua linfa vitale.

Nel momento in cui esponi i tuoi punti di profonda vulnerabilità ti poni come vittima… ed ecco che prontamente compare un carnefice.

Praticamente sei come un brontosauro pacifico, che vaga solitario in una landa popolata di T-rex.

 

Il bisogno ti trasforma in preda.

 

vampiro energetico 1Lo stato di bisogno ti porta a cadere nel tranello.

Un famoso business coach italiano ha spiegato un concetto, riferendosi al commercio:
Quando cerchi di ottenere qualcosa mentre sei nello stato di BISOGNO, lo fai in una condizione mentale di fame.
Con questi presupposti tutta la vendita nasce “corrotta”.

Tutto ciò si adatta perfettamente anche alle relazioni. Quando cerchi di ottenere un certo tipo di relazione ma sei nello stato di bisogno, non ottieni la relazione che cerchi ma un pessimo surrogato delle tue aspettative.

 

Se sei nella condizione di BISOGNO sei concentrato solo su di te: su ciò che ti MANCA.

Troverai qualcosa o qualcuno che ti illuderà di aver riempito il vuoto, ma in realtà pagherai un prezzo altissimo.

Ed è lì che, di solito, iniziano a suonare i “campanellini d’allarme”. Ed è lì che puntualmente non li ascolti: perché il tuo stato di bisogno prevale su tutto, mostrandoti una realtà illusoria dove “finalmente” stai raggiungendo il tuo obiettivo.

In questo modo tu ti svendi emotivamente, ti metti in stato di dipendenza e di inferiorità, sperando di avere in cambio quello che cerchi.

 

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Esempi pratici di vittime ideali del vampiro energetico

 

Voglio portarti alcuni esempi pratici, per comprendere meglio gli stati d’animo che possono renderti attaccabile da un famelico succhia-energia.

Sei una preda facile se:

  • ti senti defraudato dalla vita di qualcosa di importante
  • se hai fame di riconoscimenti
  • se hai una sofferenza emotiva con cui non riesci a fare pace
  • se ti senti “vittima” di qualcuno che ti ha calpestato (es. un ex o una ex)
  • se la tua autostima dipende da ciò che il mondo ti manifesta, invece che da te stesso
  • se spesso ti senti in colpa
  • ecc.

Queste aspettative di rivalsa sono vere e proprie porte spalancate, attraverso cui il parassita penetra nel tuo campo vitale per cominciare a cibarsene.

Raramente lo identifichi, perché un vero “vampiro”, essendo un abile mutaforma, assume l’aspetto a cui tu risulti più vulnerabile: confidente, complice, figlio, studente o amico devoto, benefattore…

Utilizzerà di volta in volta l’atteggiamento a cui meglio rispondi: la lusinga, il sostegno, l’accondiscendenza..

 

Esiste la cura?

 

Ammettiamolo: non è facile superare il BISOGNO. Ma diventarne consapevole è il primo passo per accorgersi di quando stai iniziando ad abbassare le difese per “fame”.

Tutti noi siamo stati, almeno una volta, dei vampiri. E tutti siamo stati, almeno per una volta, vampirizzati. E’ umano. Inutile sentirsi stupidi o auto-punirsi.

Meglio destinare l’energia al comprendere che nessuno è in grado di compensare i nostri dolori e le nostre carenze: la cura siamo noi stessi. Prendere atto di avere dei punti deboli ed accettarli come parte di noi è la migliore cura per non andare in cerca di qualcuno in grado di cancellare la ferita.

Ogni aspetto, anche quello che ti brucia di più, è parte del tuo valore umano e della tua storia.

E’ proprio quella storia che ti rende unico. Accettare la mancanza è un modo per superarla, per uscire dalla dipendenza affettiva che deriva dal sentirti incompleto o “sbagliato”.

La CURA è dare spazio ogni giorno a ciò che veramente sei, senza voler sembrare un altro, senza negare la natura profonda che ti appartiene, che è fatta di lati luminosi e di ombre.

L’autostima, la nostra forza interiore, il nostro “volerci bene”, i sani rapporti, l’affetto vero e sincero, tutto questo vale nella nostra vita: se come tutti senti delle mancanze, allora lavora su ciò che ti rende triste, puntando lo sguardo sui piccoli (o grandi!) momenti di serenità che puoi vivere nelle tue giornate.

 

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Circa l'autore:

L'interesse per le discipline naturali è nato per eredità familiare: farne il mio lavoro è stato un "fuori programma", un mix che ha unito la passione per questi metodi e la natura di scrittrice. La spada giapponese mi trasmette la forza e la determinazione per non cedere alla pigrizia, ma sono le giornate di sole vento a caricarmi le batterie alla grande. Adoro fare formazione sia in aula sia a distanza, perchè imparo ogni giorno qualcosa di nuovo che arricchisce l'esperienza. Per questo un corso, anche se si ripete, non è mai totalmente identico al precedente.
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